Vogliono chiudere l’acquario di Napoli

La finanziaria di Giulio Tremonti non risparmierà nemmeno i luoghi della conoscenza. Intere file di bambini allineate dalle loro apprensive maestre potrebbero non veder più la fauna marina rinchiusa dentro le suggestive vasche ottocentesche dell’acquario Dhorn, istituzione scientifica ed ente di riferimento per la ricerca scientifica napoletana. L’acquario, da poco messo in lustro da una serie di lavori, si trova all'interno della Villa Comunale tra via Caracciolo e la Riviera di Chiaia. Pare proprio che nelle maglie della nuova finanziaria ci sia scritto che la Stazione zoologica Anton Dohrn, possa essere un altro bersaglio della manovra finanziaria. Addirittura destinata a chiudere, considerato ente da sopprimere. Nell’ipotesi peggiore l'acquario perde la sua autonomia e finisce sotto il controllo diretto del ministero dell'Università e ricerca. Al Dohrn si è formata anche Rita Levi Montalcini. Fondata nel 1872 dal naturalista e zoologo tedesco Anton Dohrn, nato a Stettino 1840 e laureato a Berlino in Scienze Naturali, per la conoscenza e lo studio della flora e della fauna del mare, essa rappresentò ben presto una delle più autorevoli Istituzioni scientifiche cittadine, affiancando le esistenti in Napoli: l'Orto Botanico a Foria e l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Fu la prima istituzione di derivazione non borbonica e fu fondata proprio a Napoli per scelta dello stesso Dorhn, affascinato dalla città e interessato per la ricchezza faunistica del golfo. L'Acquario di Napoli con annessa Stazione zoologica divennero un Centro Mondiale di studio della Biologia marina. Per la salvaguardia della Stazione zoologica si è già mossa la senatrice Anna Maria Carloni, che ha subito firmato una denuncia con gli altri senatori campani del Pd.

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