Agro. Truffa al nord. Sette in manette

Strano, ricordano Totò. Io suo film sulle truffe. Un bianco e nero carico di simbologia. L’Italia di allora si era messa alle spalle la sanguinosa guerra,epilogo del secolo breve, si tentava di ricostruire, si tentava di rimettersi a vivere, si viveva di espedienti e di truffe nell’era del boom economico. Era quella un’Italia più ingenua, senza internet e senza il digitale terrestre che potesse mettere in guardia dalle sofisticate truffe che oggi offre la “new economy” criminale.
Già gli espedienti come quelli escogitati da una gang mista di meridionali, un padano di Bergamo e un bolognese. Una banda di sette persone, con tre donne, che operava tra la scaligera Verona, Bologna e la meno nota Sarno, città del nostro comprensorio. I sette, su commissione, perpetrava truffe i danni commercianti nel settore alimentare e ristoratori  area Triveneto e Lombardia. Un malaffare scoperto dall’arma con la collaborazione dei  reparti territorialmente competenti, che dopo accurate indagini eseguivano sette ordinanze custodia cautelare, di cui quattro in carcere e tre agli arresti domiciliari, emesse da G.I.P. Tribunale Verona in accoglimento ad una richiesta originata dalla  Stazione Carabinieri  di Isola della Scala. L’Italia per una volta si è sentita più unita.