Auditorium Nyemer. La desolazione culturale

Chi viene dal Valico lo scruta solo all'ingresso della città, dopo aver superato la piazzola solitamente definita da me il "varco degli indigeni", si li è un punto di riferimento certo degli autoctoni, fai tre passi ed ecco, basta alzare un poco lo sguardo, che ti appare il " mostro" come dice qualcuno. La volta rievoca pure il tipico tetto della case agricole di un tempo, quelle vesuviane ma pure del valico, poi ti abbagli per il bianco candore non solo della struttura ma pure dello spiazzio antistante e del parcheggio. Che dire passa qualcuno Nyemer è Nyemer, facendo riferimento al grande architetto ultracentenario che un disegno donò… Poi ti accorgi che è tutto desolatamente vuoto e che dal 31 gennaio quando avvenne la sfarzosa inaugurazione nulla è mutato anzi qualche filino di erba tra le pareti intersecanti si avvista. e i turisti? sembrano non ci facciano molto caso, d'altronde non un cartello indicativo fa capire che cos'è quella struttura. Passa una signora e chiede, ma hanno fatto la piscina? Poi vado al bar della piazza, non faccio pubblicità e domando come vanno le cose…. Gli appiccichi tra i signoroni dell'elite radical chic pseudo ravellese e gli amministratori comunali sono sempre l'argomento più usato, poi ti rendi conto che aldilà della data 2010 sotto la scritta ravello festival davanti alla galleria che porta alla villa ruffolo, c'è ben poco a ricordare lo sfarzoso programma culturale che appare ridimensionato rispetto agli anni addietro. I romani signori non si vedono ancora a Ravello, quelli quando vengono si organizzano , mi dice uqalcuno fanno solo riunioni però ci fanno campare… risponde l'amico ristorante. Il problema sembra facile individuarlo ed è vecchio quanto il mondo, i signorotti vengono qui a fare le passerelle, con tanto di ricchi gettori di presenza nella solenne fondazione con i soldi della regione e noi dal comune che ci guadagnamo=? La solita pizza quella della guerra di chi sa di avere il tesoro ma si arrabbia scoprendo che c'è da lontano e senza storia identitaria del suo tesoro ne raccoglie frutti ed interessi. Aldilà delle polemiche, il " mostro" come dice qualcuno sta là, a meno che il comune non ci vuole fare le recite delle scuole, che pure servono, va capito chi fa cosa e perchè. Ai cari signorotti radical chic di vario genere che a Ravello fanno le passerelle aulico cral, ricordate la storia del ricco epulone e non fate gli avari e ogni tanto non limitatevi a lanciate qualche pezzo di carne come facevano i signori di un tempo,non si sa mai che con la bocca piena , si possa far ridurre la pressione paroliera di qualche soggetto che a tavola non è stato mai invitato pur avendo le carte in regola per esserci e come. Sembra che uqalche zizzinella cultural fondi europei varia stia finendo a Ravello, fosse la volta buona che ci si ridimensioni sulle proprie reali risorse umane ed economiche?E quando si dice che sa fare la cultura….
Agostino Ingenito