Cronaca raccontata, ecco cosa faremo…

Goffredo Parise nei suoi Sillabari amava raccontare e descrivere personaggi, luoghi e situazioni che potrebbero vivere ovunque, tanto universale è il loro esistere, tanto indefiniti e vaghi appaiono nella loro pur minuziosa descrizione e nel loro passaggio attraverso i racconti: pagine comuni a chiunque affronti la propria avventura umana. Così abbiamo voluto intendere la nuova avventura editoriale di www.agro24.it.

Raccontare la notizia, coniugare la caducità degli eventi quotidiani con la permanenza del racconto, che non sia necessariamente un giornalismo di inchiesta, ma una breve ed intensa antologia quotidiana. Agro24 sarebbe stato l’ennesimo doppione del doppione, pronto a passare all’utenza del web 2.0 le veline e i comunicati stampa. Quindi una scelta editoriale “controcorrente”: cercare di descrivere le notizie, magari cercando di raccontarle, trasporle in video, visto che questo nuovo sito nasce da un blog che per oltre tre anni ha tenuto incollato al monitor oltre un milione di utenti.
Parise era un giornalista, ma soprattutto uno scrittore, che seppe coniugare la cronaca del quotidiano alla temporalità della letteratura.

Sarà difficile ma curioso. Un retaggio umanistico coniugato alle nuove scienze della comunicazione di massa. Una forma creativa di comunicazione. C’è bisogno di sperimentare nuove forme comunicatività usando quello che abbiamo in nostro possesso, quello che attualmente la tecnologia ci mette a disposizione, che è tanto, dobbiamo necessariamente “umanizzare” la rete e riportare al ragionamento la mente impigrita dal flusso delle notizie e dei pettegoli che popolano le pagine del web che suona sempre più di provincialismo e del più becero feudalesimo. Vogliamo cercare, ove possibile, narrare i luoghi della vita, citare per insegnare, ma anche imparare. Abbiamo voglia di raccontare. Sembrerà un sito qualunque, una volta aperte le sue pagine, invece, con il passare dei giorni www.agro24.it assumerà la sua precisa connotazione editoriale, sia nella parte testuale che in quella video: raccontare.
 
Cercheremo di essere gioviali e sentirci tanto bambini, un po’ come quelli dei Sillabari parisiani, bambini che giocano insieme ma mai spensierati, perché impegnati in avventure non pericolose, ma che generano loro stati d’ansia rispetto alle possibili e scontate reazioni punitive degli adulti. Partiamo da un universo reale, ma che cerchiamo anche di immaginare diverso, nei dettagli minimi, senza ambizioni di contatti e senza sensazionalismi. Partiamo carichi di speranze, perché abbiamo fatto del giornalismo una missione di passione che non ha bisogno di forbiti e prolissi curriculum vitae, l’esperienza, dopotutto, non ha bisogno di certificazioni. Bisogna vivere questa vita passeggera nel migliore dei modi possibili. Il Nostro migliore premio, ricevere un vostro complimento, magari mentre siamo in fila all’ufficio postale o in attesa dal barbiere.
Luciano Verdoliva