Scafati. Una notte bianca per lo “Scarlato”

Non si chiude occhio per l’ospedale di Scafati. Tutti sono preoccupati dalla possibile chiusura della struttura nosocomiale, un realtà sanitaria che risale ai tempi felici della Democrazia Cristiana e dell’onorevole Scarlato che tanto bramò per fare ottenere alla sua cittadina quella struttura che avrebbe permesso il salvataggio di tante vite umane e che avrebbe permesso, negli anni, di dare i natali a tanti futuri cittadini di Scafati e del comprensorio sarnese e vesuviano. L’ospedale che prende il suo nome rischia di scomparire. I cittadini si sono mobilitati da tempo. L’ultima iniziativa è stata quella di una intera notte bianca per protestare contro il piano ospedaliero regionale. Contro il progetto di ridimensionamento del commissario alla sanità Zuccatelli, pronto a tagliare al nosocomio di Scafati ottantacinque posti letto e a procedere alla chiusura dei reparti di Cardiologia, Chirurgia, Nefrologia, Dialisi, Ortopedia, Ostetricia, Rianimazione, Pediatria e, soprattutto, il Pronto Soccorso. La notte tra il 31 maggio ed il 1 giugno, dalle 18, inizierà un sit – in che vedrà impegnati i giovani del coordinamento di centrosinistra, a presiedere l’atrio dell’ospedale cittadino, manifestando, in modo pacifico, il loro dissenso verso il ridimensionamento del "Mauro Scarlato", che rischia davvero di diventare un semplice centro di riabilitazione, conservando in totale venti posti di lungo-degenza, trentacinque di riabilitazione e venticinque di medicina generale. Una esigua riduzione dei ricoveri che passerebbero da 831.088 a 603.259 con un risparmio di pochi milioni di euro non risolverebbero la situazione deficitaria nella quale è piombata la Regione Campania. Al sit in sono attesi i politici e tutte le forze sociali della cittadina scafatese.