Una tradizione immutata

Ecco una delle feste religiose e popolari più attese della primavera dell’Agro. Con la madonna delle Galline è sicuramente una delle feste popolari che ha la maggiore pregnanza simbolica per tradizione. La festa di San Giovanni Battista ad Angri, secolare rituale che si consuma durante il solstizio dell’estate, in parallelo con quello dell’inverno che celebra la nascita di Gesù figlio di Dio, battezzato nel Giordano proprio dal Battista di cui si celebra la festa.

Angri, è risaputo, è una città animata da un forte e interessante fermento culturale che affonda le sue matrici, soprattutto, nella tradizione folklorica. Interessanti sono le feste di primavera, legate ai riti della fertilità e al ringraziamento. Riti suggestivi dai quali si avverte un’incondizionata aderenza popolare alle tradizioni calendariali che scandiscono forme di cultura improntate a schemi secolari consolidati e s’affidano a regole che non necessitano di troppe spiegazioni, perché in armonia con il ritmo della natura e delle opere agresti, anche se in via di dissoluzione.

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Spicca senza dubbio tra i numerosi eventi “primaverili” la festa del Battista San Giovanni, il patrono di Angri. A Lui particolarmente devoti i contadini che nei secoli hanno tramandato la festa di inizio estate di legata, appunto, al patrono e alla protezione divina dei loro raccolto. Si celebra un ringraziamento, per l’intercessione, che si esprime sotto varie ritualità.

La festa nel suo corpo temporale resta immutata. Luminarie, strusci e processione per le vie cittadine della lignea a e nera statua sono il momento topico della festa che si consuma nella spartana gestualità e la ripetitiva ritualità. Il santo, patrono della città, genera emozione e devozione al suo passaggio. La sua divinità è la vera protezione della comunità che nei secoli lo ha invocato e portato spesso in processione durante eventi calamitosi o provocati dall’uomo.
(Stasera dalle ore 18,45 speciale su Antennatre dopo Info)
Luciano Verdoliva