Crisi della politica. Da Pagani a Nocera Inferiore

Nocera Inferiore. Opposizioni unite per sfiduciare Antonio Romano, ritrovano intenti e compattezza le minoranze consiliari e come primo atto di una contrapposizione decisiva nei confronti di romano, presentano la sfiducia al presidente del Consiglio Enrico Esposito espressione del PD. In calce alla sfiducia le firme dei rappresentanti del PDL e UDC che ora puntano a fare dimettere Romano, anche se all’interno dell’UDC non c’è ancora massima compattezza. In maggioranza si cercano i numeri mancati per tenere ancora in piedi l’esperienza Romano che sembra, comunque essere arrivata al capolinea.

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A Pagani nuovi colpi di scena nella crisi pre consiglio che potrebbe sancire la fine della legislatura anticipata. Ieri il sindaco facente funzione Salvatore Bottone emula il suo omologo sarnese Mancusi e azzera la giunta. Un atto di responsabilità per evitare contraccolpi negativi sull’approvazione del bilancio di previsione in aula nelle prossime ore. Nel centro destra si apre una trattativa con i gruppi che fanno riferimento al conigliere provinciale Massimo d’Onofrio e Renato Cascone. Bottone, in una nota stampa, afferma di volere accettare anche le proposte di emendamento allo strumento finanziario arrivate dal gruppo dissidente. Saranno ridotte le spese di consulenza e di gestione e si discuterà del sicuro scioglimento della Fondazione e dell’Istituzione. Si punta al rilancio dell’azione amministrativa.

A Sarno si spera in un accordo in extremis per evitare il commissariamento. Le due anime del PDL stanno tessendo una fitta rete di trattative. Da un lato gli uomini vicino al sindaco Mancusi, dall’altro lato i 13 consiglieri comunali riferimento per l’asse Cirielli – Annunziata e Odierna. Il 2 agosto deve essere necessariamente approvato il bilancio di previsione, altrimenti si aprirebbero le porte al commissariamento dell’ente. L’unica soluzione per Mancusi di restare in sella e quella di cedere ai 13 consiglieri comunali del “PDL – Principe d’Arechi” i sette assessorati chiesti in cambio del voto allo strumento finanziario. L’asse ha anche posto il veto su Valerio Musco, vicinissimo alle posizioni del sindaco. Resterebbe fuori dal nuovo esecutivo la DC, mentre per UDC e MPA un assessore ciascuno. I margini di trattativa, però, potrebbero riservare nuovi colpi di scena.