Frode “Dual broker”, scattano le manette

Sono quindici le ordinanze applicative di misure cautelari, emesse dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica – Sezione ed eseguite dalla guardia di Finanza. Due applicative della custodia cautelare in carcere, otto di arresti domiciliari e cinque dell’obbligo di presentazione alla PG. I provvedimenti cautelari hanno colpito i promotori, gli organizzatori ed alcuni componenti di una ben strutturata associazione a delinquere finalizzata alle frodi fiscali. Gli indagati colpiti dai provvedimenti restrittivi, in uno a numerosi altri soggetti sottoposti alle indagini, erano già stati destinatari di un decreto di sequestro preventivo, emesso in via d’urgenza dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Sezione Criminalità Economica ed eseguito il 3 giugno. 53 beni immobili (siti tra Napoli e provincia, ad eccezione di un appartamento sito a Maratea (PZ) e 27 box in provincia di Novara) per un valore complessivo pari a € 1.593.273,49; otto autovetture/motoveicoli per un valore complessivo pari a circa  centomila euro; disponibilità finanziarie per un valore complessivo pari a € 5.308.012,62, presenti su cinquantasei rapporti bancari/finanziari accertati.

La complessa attività d’indagine, frutto di elementi probatori emersi nel corso di alcune verifiche fiscali, ha permesso di scoprire, anche attraverso l’ausilio di intercettazioni telefoniche, perquisizioni e sequestri documentali, un giro di false fatturazioni da circa 400 milioni di Euro con una conseguente evasione IVA dell’impressionante valore di circa 80 milioni di Euro. L’associazione criminosa, infatti, ha operato fin dall’anno 2003 attraverso una complessa rete di trentanove società nazionali e tre società estere, attive nel commercio di telefoni cellulari e prodotti tecnologici. La particolarità della frode messa in piedi è rappresentata dall’uso di due differenti imprese di “brokeraggio”, che si sono avvalse di vari gruppi di cartiere, disposte su più livelli della catena commerciale, formando così numerosi canali di commercializzazione, alternativi tra loro, al fine di contenere i rischi legati all’individuazione del sistema fraudolento.