Agro. Aria di secessione, da Angri a Scafati

Federalismo. La parola ricorrente della politica nazionale, se ancora si può parlare di nazione. Ma scavando nei solchi della politica locale si accorge di una nuova ed inaspettata fiammata di campanilismo che avvolge i palazzi della vuota e sonnolenta politica locale. Al centro del dibattito non c’è più la dialettica del confronto sui progetti e sulla res pubblica ma sulle possibili suddivisioni territoriali.

Conncetivia voucher 2,5

Il Braveheart territoriale sembra prevalere oltre ogni latra istanza politica e così nel pieno dei “bagni” d’agosto ti trovi nella mail redazionale comunicati del tipo: ‹‹E’ possibile la creazione di nuove regioni con un minimo di un milione di abitanti quando ne facciano richiesta tanti consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse. Il comune di Pagani, dunque, è il primo della provincia di Salerno a discutere di una proposta che dovrebbe allontanare il territorio salernitano dal napolicentrismo e che potrebbe garantire maggiori risorse per una zona con notevoli potenzialità, non sempre sostenuta dagli organi regionali preposti». Ad avanzare la proposta il consigliere provinciale e presidente del consiglio comunale di Pagani, Massimo D’Onofrio, da sempre amico del principe Filiberto di Savoia.

La cosa ha destato scalpore se si pensa che lo stato centrale parla di dimensionamento degli enti locali. Una proposta romantica, quasi un operazione nostalgia per il giovane politico paganese che ha scatenato immaginabili commenti sui social network. Molti hanno citato per l’occasione un brano del film “Miseria e Nobiltà” per stemperare la tensione della possibile scissione dalla regione Campania alla quale i cittadini dell’Agro sono molto legati.

Il prurito secessionista si è subito avvertito anche a Scafati, dove pare che il consigliere comunale del centro sinistra Michelangelo Ambrunzo abbia provocatoriamente chiesto che San Pietro di Scafati diventasse comune autonomo. Località vicino a Bagni, altra frazione contesa tra Angri e Scafati e oggetto nel 1999 anche del programma elettorale di un altro candidato sindaco del centro destra. La nuova ventata autonomista ha subito alimentato lo sdegno della maggioranza di centro destra: ‹‹ San Pietro deve rimanere una parte fondamentale di Scafati per la sua storia e per la sua cultura›› scrive in una nota il consigliere Granata.

Intanto altri venti secessionisti soffiano in Via Nazionale ad Angri, in località Quarto, molti abitanti chiedono al sindaco di Sant’Egidio, Nunzio Carpentieri, l’annessione del confine angrese alla sua comunità. Motivazione ‹‹ Siamo stufi di vivere nell’immondizia e nell’oblio››. Mauri è avvisato, anche perché pare che in Via Stabia e Via Campia si pensa di chiedere annessione a S. Antonio Abate. Sotto a chi tocca.
Riproduzione riservata