Scuola. Deportata al nord. Lettera di un precario

Tre precari della scuola stanno facendo lo sciopero della fame per dire "No" ai tagli che si abbattono sulla scuola pubblica che hanno cambiato sicuramente la vita di molte persone. La mia sicuramente, infatti dopo 14 anni di servizio a Palermo sono stata costretta ad accettare un incarico annuale a Brescia per continuare a fare un lavoro che amo.

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Avrei potuto accettare il "salva precari" ma ho capito che in realtà era un modo per far accomodare fuori dalla scuola i precari…mi offrivano dei punti e, forse, qualche giorno di supplenza: "Molto gentili, grazie, rifiuto e Vado avanti". Ho fatto una valigia, consapevole che la mia decisione avrebbe potuto essere non capita dai miei figli, in realtà hanno capito che la mia voglia di non arrendersi e continuare a lottare per quello che amo con tutte le mie forze. Sugli aerei incrociavo lo sguardo di tante colleghe che afferravano con rabbia una valigia pesante… avrei voluto rassicurarle, avrei voluto dire che le cose potevano cambiare… e che se uniti potevamo fermare questo terremoto che si e' abbattuto non solo su di noi ma sui nostri figli… ma abbassavano lo sguardo come rassegnate. Rincontrerò quegli sguardi, visto che il meridione non ha ottenuto nessun posto, in Sicilia, per esempio, la primaria ha ottenuto 0 posti… che gentili!

Oggi Giacomo Russo ha detto che smetterà di fare lo sciopero della fame solo quando la Gelmini lo incontrerà pubblicamente e lo convincerà che la sua ?un'ottima riforma… Oggi voglio dire con forza a Tremonti, alla Gelmini, al mio Presidente del Consiglio e ai numerosissimi parlamentari siciliani che le cose devono cambiare! Che non permetteremo la morte ne' nostra ne' della nostra scuola pubblica! Che non permetteremo che la mafia approfitti della disperazione di tanta gente! Che la scuola pubblica sia di serie B e che i soldi pubblici vengano date alle private! Che anche al sud deve essere garantito il tempo pieno! Che non mi far?trattare come spazzatura! E che, anche se da "catapultata", continuerà la mia battaglia".
Caterina Altamore (http://www.scuolaoggi.org/archivio/deportata al_nord)