Angri e Pagani, la crisi politica è “comune”

Tra principi, principì e dimissioni si consuma la crisi della politica locale che pervade l’Agro Nocerino. Archiviata la crisi sarnese con i suoi vincitori e i suoi vinti, l’asse della discussione politica si sposta tra Angri e Pagani. Ad Angri la pausa estiva ha evidenziato una spaccatura preoccupante che si sta creando in seno ad una maggioranza che fino al primo agosto era ritenuta forte e solida. Il mauricentrismo nel primo trimestre, del lungo quinquennio di ingenua tirannide, sembra già avere messo in seria difficoltà la formidabile macchina elettorale che ha portato all’affermazione di Mauri dopo quindici anni di sberle politiche.

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E’ il momento della politica del masochismo. Il dissenso che prima di contava sulla punta di un dito ora si conta su un’intera mano. Urge una nuova stagione di slancio amministrativo, anche perché in maggioranza qualcuno rumoreggia sulla discutibile composizione dell’esecutivo apparso poco tonico e muto e sulle poche scelte fin qui fatte dalla maggioranza. L’autunno con le sue verifiche politiche e il licenziamento dei grandi progetti urbanistici dirà se Mauri ha quella vocazione che il comando richiede.

A Pagani la lunga stagione del gambinismo sembra al capolinea. La stessa maggioranza sembra essere sincera sulla fine di un’esperienza unica vissuta dalla città di Sant’Alfonso intellettuale. Massimo d’Onofrio rampante promotore della regione Salerno chiama all’adunata le forze politiche per l’ultima consapevole azione possibile per la maggioranza.

‹‹La misura è colma. Per il bene di Pagani, del centrodestra, e dei nostri concittadini, – afferma d’Onofrio -, faccio appello a Gambino, al quale so quanto stia a cuore questa città e le sue sorti. Preso atto che oramai non c’è più maggioranza, che gli assessori hanno iniziato a dimettersi con motivazioni amministrative, e che lo spettacolo offerto è quello finora descritto, chiedo ad Alberico Gambino di non avere ripensamenti e di dimettersi››.