Venti autonomisti. D’Onofrio bocciato, satira promossa

Sonoramente bocciato dall’imbarazzo e da una razionale logica. La proposta di Massimo D’Onofrio, consigliere provinciale Pdl e presidente del consiglio comunale di Pagani, di dare natali una nuova regione da battezzare «Principato di Salerno» resterà solo una simpatica parentesi di para politica consumata tra gli ombrelloni e tante fette di anguria fresca, argomento frivolo per serate organizzate nelle calde sere d’estate . Il buon Massimo ha atteso per ben due volte che l’assise cittadina si affollasse dei consiglieri comunali per discutere la ludica proposta.

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L’unico punto all’ordine del giorno non è stato discusso per mancanza di numero legale. Anzi la sua proposta ha messo in moto un simpatico meccanismo secessionista – campanilistico – finto leghista. Dalla stessa maggioranza arriva la proposta di Pagani quale capoluogo della principesca regione salernitana. L’assenza di maggioranza ha fatto sbottare D’Onofrio «È un teatrino ignobile», ha tuonato D’Onofrio dinanzi all’aula semi vuota.

Nel frattempo, nel Comune di Camerota, su sollecitazione del Pdl locale, ecco spuntare una nuova delibera di costituzione di una regione: qualcuno emula D’Onofrio. Nell’Agro interi quartieri e intere frazioni sono pronte alla ventata autonomista. Si dice che in giro ci sia anche una delegazione di leghisti pronti a distribuire kit fai da te su come realizzare il sogno autonomista. Da Cicalesi di Nocera Inferiore a San Pietro di Scafati abitanti e politici sono pronti a chiedere una propria autonomia dai comuni centrali. Alea iacta est.