Sarno – Angri. La crisi della politica

Ancora incertezze sul consiglio comunale di domani che definirà se Mancusi ha ancora i numeri per continuare la sua esperienza amministrativa, alla luce dei nuovi assetti che hanno ridisegnato profondamente il PDL sarnese, influendo non poco sull’esecutivo cittadino, azzerato dal primo cittadino proprio per venire incontro ai nuovi equilibri, come lo stesso primo cittadino ha sottolineato in appendice alla sua breve premessa in assise venerdì scorso quando si è preso una ulteriore pausa di riflessione necessaria per consultarsi con le forze che lo hanno sorretto in esecutivo e per capire se ci sono ancora i presupposti per continuare il suo secondo mandato, esperienza che Mancusi ritiene non necessariamente impellente. Storcono il naso i consiglieri di maggioranza del PDL, contrariato anche l’assessore provinciale Sebastiano Odierna, a cui fanno riferimento molti dei 13 consiglieri comunali del Pdl che hanno manifestato dissenso verso Mancusi. Sarà la logica dei numeri, domani in consiglio, a decidere le sorti di Mancusi che non si sottrae all’estenuante braccio di ferro con la sua maggioranza dissenziente.

La crisi dei sindaci dell’Agro non conosce sosta. Potrebbe presto toccare anche Scafati e Aliberti, alle prese con una maggioranza che perde, giorno dopo giorno, elementi importanti per la continuazione del mandato. La gestione amministrativa a Scafati sembra diventata una vicenda personale tutta del sindaco Aliberti.

Chi dorme sonni tranquilli, almeno fino a settembre, è il sindaco di Angri Pasquale Mauri. Per Lui una maggioranza forte e acerba che però mostra già le prime crepe, evidenziate da un diffuso dissenso politico e sottolineata nel malcontento che si registra tra gli elettori, soprattutto quelli che confidavano in Mauri nel suo ruolo di consigliere provinciale, ben presto disatteso. I primo 100 giorni non sono stati nulla di eclatante, ma solamente l’anonima continuazione della gestione commissariale, con l’aggiunta di nuove spese per l’ente, che ha reclutato una dozzina di consulenti e super esperti, che sommati alle spese della rassegna culturale estiva, hanno già prodotto un eccessivo costo di questa gestione politica con gravi ripercussioni sui portafogli dei cittadini che stentano a percepire l’auspicata inversione di rotta.