Angri. Sperimentale rischio chiusura. Mauri glissa

Ritorna l’attenzione sulla Stazione Sperimentale delle Conserve Alimentari, la cui sede legale è a Parma. Lo scorso giugno, la sede operativa angrese, era in procinto di essere chiusa definitivamente. Solo la tenacia dei suoi addetti lasciarono aperto qualche spiraglio, che sembra essere stato definitivamente chiuso dalle voci provenienti da Roma.

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Il decreto anticrisi (DL 78/2010) sta per cancellare definitivamente una delle poche realtà ancora presenti sul territorio. La SSICA è pronta per essere messa in liquidazione assegnando le relative funzioni e attribuzioni alla Camera di Commercio di Parma dove, appunto, risiede la sede legale. La SSICA ha radici storiche, risalenti addirittura al 1922, quando venne istituita con la “mission” di promuovere il progresso tecnologico dell’industria conserviera italiana che nell’Agro fino ai primi anni duemila ha rappresentato il territorio di riferimento per l’agro alimentare.

La Stazione, grazie all’elevata professionalità e specializzazione raggiunte, si colloca fra le più importanti istituzioni di ricerca applicata nel settore della conservazione degli alimenti anche al di fuori dei confini italiani. L’ente, paradossalmente, non costa nulla allo Stato in quanto finanziato dalle imprese e con i proventi di analisi, consulenze e progetti di ricerca. C’è sconcerto tra i dipendenti della struttura, anche per la totale assenza dell’amministrazione comunale guidata dal primo cittadino Pasquale Mauri, che già nella precedente agitazione dello scorso giugno, dribblò sulla vicenda.

Portavoce di questa pesante assenza al fianco dei dipendenti e delle RSU il consigliere comunale del PD Cosimo Ferraioli che ha già preannunciato un’interrogazione comunale sulla vicenda di questa Stazione. Per Ferraioli ‹‹è assurdo che l’amministrazione Mauri pensi alla realizzazione di un parco giochi nel parcheggio esterno della Sperimentale mentre all’interno dello stesso edificio i dipendenti sono in piena lotta per salvaguardare il loro posto di lavoro, senza il minimo supporto dell’amministrazione comunale››.