San Valentino. Discussione sulla violenza giovanile

Grande affluenza di avvocati, psicologi, mediatori familiari, docenti e, soprattutto, studenti al convegno tenutosi il 25 settembre 2010 presso l´auditorium della Scuola Media "Don Lorenzo Milani" di San Valentino Torio (Sa). Hanno relazionato sul tema "Giovani e Violenza: forme, significati, reazioni, interventi": Don Luigi Merola e l´avvocato Alba De Felice. Nello specifico, l´avvocato De Felice -matrimonialista e Presidente AMI (Associazione Matrimonialisti Italiani) -Sezione Territoriale Agro Nocerino Sarnese- è intervenuta sul tema della violenza intrafamiliare, evidenziando, in particolare, la frequenza degli episodi di violenza attuati dai figli nei confronti dei genitori.

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La stessa ha, quindi, così dichiarato: "E´, purtroppo, sempre più frequente tale fenomeno. Figli che magari per anni -prima della separazione dei genitori- hanno vissuto con l´esempio di un padre violento e che quindi si sentono, poi, quasi autorizzati a ripetere -ad ogni minimo, seppur legittimo, rifiuto- quello stesso comportamento nei confronti della madre." L´avvocato De Felice ha, poi, tirato in ballo la responsabilità della famiglia, dichiarando: "Il vero, profondo, disagio dei minori, degli adolescenti, dei giovani – ancor prima che trovare origine nei mali della società, della scuola, delle istituzioni- scaturisce, invece, molto spesso, dalla famiglia, dalla conflittualità coniugale. E´, quindi, proprio la conflittualita´ coniugale il vero cancro da debellare, il tumore che dilania -purtroppo – la coppia genitoriale dopo la fine del matrimonio, travolgendo i figli minori ed arrecando loro un profondo disagio che si ribalta, all´esterno, ossia nella scuola, nella società, e diventando così -inevitabilmente- disagio minorile, giovanile, sociale. Molto spesso, però, il disagio scaturisce, anche, dalla mancanza di attenzione, di disponibilità, di tempo da parte dei genitori!

La famiglia, infatti, anche nelle situazioni più semplici e normali è, purtroppo sempre più assente e latitante. Il disagio nasce, quindi, anche dalla piaga della "incomunicabilita´" tra genitori e figli e della mancanza di un valido esempio. La generazione attuale, che viene definita -dagli esperti- la è, in realtà -a mio parere- una generazione che -per quanto, apparentemente, tecnologica, sofisticata e "griffata- è composta, invece, da ragazzi fragili e confusi che -al di là del loro "schierarsi" dietro una sorta di "trincea computerizzata"- vorrebbero, soltanto, giungere, in definitiva, ad un "armistizio" con il mondo degli adulti: una forma di tregua, anzi, di pace definitiva che potrà venir fuori -a mio parere- soltanto da un dialogo, vero, concreto e dal recupero di quella affettuosa "autorevolezza", che richiede, però, un -profondo e costoso, per quanto, veramente doveroso- nostro sacrificio: ossia l´esempio! L´esempio di tutti noi: ossia dei docenti, delle istituzioni e -soprattutto- di noi genitori! L´esempio, infatti, è il migliore degli insegnamenti ed è proprio lì, nella famiglia, che esso va dato, quotidianamente e costantemente, per evitare che il germe dell'aggressività e della violenza attecchisca nei nostri fragili e confusi ragazzi".
Maria Paola Iovino