Sarno. Frana. Preoccupa la mancata manutenzione dei canali

Il tempo sembra non rimarginare le ferite della frana del 1998, quando Sarno dovette fare una triste e tragica conta di morti e di case distrutte. Furono 200 i morti di quel terribile evento, ben 200 le case completamente distrutte dalla colata di fango franata dal monte Saro. Quindici, Sarno e Bracigliano crateri della calamità attendono la fine dell’emergenza. Il commissariato di governo per l’emergenza idrogeologica (oggi Arcadis) ha speso 500 milioni di euro, fondi che sembrano non essere bastati per la completa messa in sicurezza dell’intero territorio a rischio frana.

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Per Sarno sono stati completati 90 interventi e ricostruite e parzialmente ricostruite 160 case, restano ancora senza un tetto 27 famiglie, godendo di un beneficio mensile di 300 euro erogato dal comune. Gli interventi più significativi sono stati fatti a monte del Saro: 20 chilometri di canali e 11 vasche di raccolta rappresentano il complesso sistema ingeneristico a difesa di una nuova ed eventuale calamità. Ma non tutti concordano sull’efficacia della realizzazione. Non c’è accordo sulla manutenzione delle opere idrauliche. Un rimpallo tra Comune e Regione che non permette la manutenzione dei canali, oramai ridotti a discariche abusive, un vero pericolo per una nuova colata.