Ex Despar. Rischiano 485 dipendenti

Spettro cassa integrazione, ma soprattutto una vera incognita per il futuro occupazionale grava sulle spalle di 485 dipendenti di Cavamarket. La brutta notizia arriva dal procuratore fallimentare Alari. La "2CSpa", la società creata ad hoc per fare fronte alla vicenda non avrà il controllo e la gestione di 36 dei 47 punti vendita campani della ex Despar e collegata a Gds e Cavamarket che confluivano nella Hdc di Della Monica. Catone e Caputo, la scorsa primavera, si erano impegnati, con i rappresentanti dei sindacati confederali, ad assumere subito 600 lavoratori nei supermercati che, in modo graduale, avrebbero riaperto i battenti.

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Agli inizi di luglio i primi cento dipendenti, infatti, avevano già sottoscritto, nella sede di Confindustria, i verbali di transazione che avevano decretato la chiusura del rapporto di lavoro con Hdc ed il conseguente passaggio alla "2CSpa". Un processo di riassunzione che garantiva l’occupazione di 485 dipendenti e la riapertura di 29 dei 36 supermercati avuti in gestione. Ma solo pochi giorni fa il curatore fallimentare dell’azienda, Giovanni Alari, ha inviato, a Rosario Caputo e Carlo Catone, i due imprenditori casertani a capo della "2CSpa" un atto di citazione in cui viene notificata la rescissione del contratto di fitto di ramo d’azienda sottoscritto con Antonio Della Monica prima del clamoroso crac, confermato proprio da Alari lo scorso luglio.

Per ora restano sconosciute le motivazioni che hanno portato a questa sofferta, e scontata, decisione. Il mese scorso fu il segretario generale della Cgil di Salerno Franco Tavella a lanciare l’allarme sulla possibile chiusura di almeno dieci dei quindici punti vendita riaperti nel salernitano e in particolare, a Cava, Nocera Inferiore, Scafati, Sarno, Marina di Ascea, Marina di Camerota e Salerno città. Una chiusura che potrebbe significare la perdita di lavoro per 250 dipendenti costretti a ricorrere alla cassa integrazione.