Angri. Concentrato cinese taroccato

Sono circa 400 i quintali di pomodori “cinesi” sequestrati. L’espediente per italianizzare un prodotto tipico della zona dell’Agro consisteva in un’aggiunta di acqua e sale alle conserve per trasformare il pomodoro cinese in un prodotto italiano. A scoprire l’illecito il comando dei carabinieri politiche agricole e alimentari, nucleo antifrodi di Salerno, diretti dal capitano Vincenzo Ferrara. Sequestrati circa 931mila barattoli di pomodoro cinese per un valore stimato di 400mila euro. Destinazione del prodotto era la Francia.

A commettere l’illecito una nota azienda con sede legale ad Angri con aziende sparse tra il napoletano e il foggiano e più di trecento dipendenti. Il rappresentante legale, è stato denunciato dalla procura di Nocera Inferiore per violazione dell'articolo 517 cp ("vendita di prodotti industriali con segni mendaci"). L'operazione portata a termine ieri rientra in una complessa attività di controllo dell'intera filiera del settore conserviero. Alla fine dell'estate, infatti, il Ministero delle politiche agricole ha costituito una task force finalizzata a verificare l'aumento dell'importazione di concentrato di pomodoro cinese. Un fenomeno preoccupante che solo nel primo trimestre del 2010 è aumentato a più 174 per cento.