Angri. Tasse alle stelle, servizi scadenti.

Città in stallo. Dopo i primi sette mesi di governo Mauri si delinea quella che sarà la linea politica “Conduttrice” per il prossimo quinquennio. Malumori nello schieramento ma soprattutto tra i cittadini che avevano colto con l’elezione dell’ex AD di AgroInvest Pasquale Mauri una svolta per il cambiamento e il rilancio della politica amministrativa. Allo stato attuale delle cose la macchina comunale sembra marciare con il freno motore inserito, non c’è stata ancora l’auspicata spinta di cambiamento, la “new deal" è ferma al palo.

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Sulla questione tributi e servizi il "gap" sembra incolmabile. Tariffe alte e i servizi scadenti. Nelle ultime ore è stata addirittura sospesa, sine die, l’assistenza domiciliare agli anziani e ai malati gravi. Il carico fiscale per famiglie ed imprese, la gestione del ciclo dei rifiuti, gestione del servizio idrico, secondo i partiti dell’opposizione del centro sinistra pesa sulle famiglie che spesso si trovano davanti alla scelta di pagare tasse e tributi o di fare la spesa, e sulle aziende. Il Comune di Angri dal 2008 applica l’addizionale comunale massima dello 0,8%. A questo si aggiunge una nuova stangata: in Campania Irap e Irpef subiranno un aumento rispettivamente dello 0,15% e dello 0,30%, a partire dall’anno di imposta 2010. un quadro sconfortante, nel bilancio elaborato dai partiti del a firma del Partito Democratico, Sinistra per Angri, Noi Angri, Italia dei Valori, cifre aggravate anche da una scarsa oculatezza del denaro pubblico cittadino.

Mauri nei primi sei mesi di attività ha dato fondo alle esangui casse comunali con consulenze, rimodulazioni organiche e contribuiti a pioggia alle associazioni, giocandosi la pericolosa partita dei "residui". Preoccupa questo stallo politico, senza precedenti per la cittadina del castello, uscita duramente provata da un quinquennio terribile, con un ottimismo disatteso dal primo semestre amministrativo dove l’esecutivo, che Mauri si è scelto, è stato ampiamente al di sotto delle aspettative possibili. Evanescenti alcuni assessori che, imbarazzati, evitano luoghi affollati e vecchi estimatori per “evitare spiegazioni”, se mai ce ne fossero. Altri nella sufficienza dell’ordinaria amministrazione, nessuna distinzione, nebulosi.
Luciano Verdoliva