Angri. L’ostracismo dei morti…

Una nuova firma si aggiunge alla nostra “democratica” informazione. Andrea di Giorgio, penna arguta e sapiente, attento “Galileo” della costellazione angrese, proiettata verso il grande big bang. Di Giorgio conosciuto e apprezzato su Facebook, per la sua pungente satira, mai volgare, pennella e spruzza parole dotte e colorate, proprio come servono ad Angri in questo buio oscurantismo amministrativo che non consoce luce. Diamo il benvenuto al dotto Andrea, abitante di Facebook, dove potete incontralo e apprezzarlo. L’editore

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Partendo dai tempi di Clistene, fino a giungere ai più recenti provvedimenti di Nicolas Sarkozy o del nostro Ministro Maroni, l’ostracismo degli avversari politici, dei diversi etnicamente o religiosamente, è stato una costante della storia dell’umanità. La persona… “diversa” è sempre stata vista con avversione e diffidenza, perchè portatrice di un male oscuro e sconosciuto, capace di distruggerci. Il Legislatore Costituzionale, con una lungimiranza inconcepibile per l’attuale classe politica, nell’art. 3 della Costituzione Italiana, ha sancito il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Una garanzia conto “l’ostracismo dei vivi”. Anche in questo quadro di azioni e convinzioni, però, non avevo mai pensato ad un “ostracismo dei morti”. Ma evidentemente la mia immaginazione è limitata, quella del Sindaco Mauri no.

Con un’ordinanza, infatti, sarebbe stato vietato ai cittadini del Comune di Sant’Egidio del Monte Albino, di inumare i propri morti nel Cimitero di Angri. Senza considerare il fatto che intere generazioni di defunti del Comune limitrofo, riposano nel Cimitero di Angri; senza considerare la naturale aspirazione dei loro figli e nipoti di essere inumati al loro fianco; senza considerare il normale sentimento di pietà cristiana verso i defunti; senza considerare, a quanto ci risulta, l’ appello del Sindaco Carpentieri a rivedere questa decisione, il Sindaco Mauri sancisce l’ostracismo dei morti. A Totò non piacerebbe, a noi non fa ridere.
Andrea di Giorgio