Cirielli mette l’UDC alle corde nell’Agro Nocerino Sarnese

La sfida tra Cirielli e de Mita si sposta sulle locali amministrazioni. Il presidente parla chiaro, tutti gli uomini di Casino devono essere esclusi dagli esecutivi targati PDL. Un diktat che crea non pochi imbarazzi nelle varie giunte, da Sarno a Scafati il dibattito si infiamma. Tiene duro Pasqualino Aliberti che ha fatto sapere esplicitamente che non terrà conto del aut aut di Cirielli respingendo al mittente la specifica richiesta comunicata dal coordinatore provinciale Russo e dal suo vicario Iannone. Aliberti fa sapere che ha deciso di disattendere la disposizione, ritiene infatti che si tratti di una questione da mantenere sul piano provinciale. Estendere l’editto agli enti locali, secondo Aliberti «denoterebbe una scarsa ponderazione politica. In cittá la situazione è differente: con gli amici dell’Udc – dice Aliberti – ho condiviso un lungo percorso politico, fatto di battaglie, di lotte, di successi. Non è mia abitudine cacciare gli amici senza valide motivazioni. E’ un momento di questioni importanti, quali il Puc, l’ex Alcatel, il PIP, sulle quali con l’Udc non ho mai avuto alcun motivo di scontro».

Il PDL punta al sistematico svuotamento del partito di De Mita soprattutto nei comuni che superano i 15mila abitanti. Si punta all’azzeramento dell’UDC in provincia di Salerno. Da un lato Cirielli che ingrossa le fila della sua maggioranza bulgara, dall’altro anche il ministro Carfagna, che sembra intenzionata d attrezzarsi in vista del possibile voto. Alleanze strategiche per l’ex soubrette che avrebbe trovato terreno fertile ad Angri, con una possibile alleanza con il primo cittadino dell’UDC Pasquale Mauri, pronto a sfregiare la carrozzeria della corazzata Cirielli, salutando anche i suoi compagni di viaggio De Mita e Nocera, che potrebbero perdere anche due importanti pedine, gli assessori provinciali Miano e Carpentieri, pronti a trasmigrare nel PDL.

A Sarno, PDL e UDC amministrano insieme dal 2009, l'alleanza tra i due principali partiti del centrodestra è messa in discussione dai nuovi assetti. Oggi l’UDC dovrà prendere una decisione: dissociarsi dalla linea provinciale del partito o uscire dalla giunta di palazzo San Francesco. Il sindaco Amilcare Mancusi, approdato di recente sotto l'ala protettiva del presidente della Provincia, regge il gioco « Se l'UDC deciderà di seguire la linea del partito, – afferma Mancusi – mi vedrò costretto, a malincuore ma in sintonia con la segreteria provinciale del PDL, a revocare le deleghe al vicesindaco Francesco Squillante e agli assessori Giuseppe Lanzetta e Maurizio Altieri». Ieri sera però il colpo di scena, i tre dell’UDC si dissociano dalla linea politica di De Mita e rimettono strategicamente le loro dimissioni e le deleghe nelle mani di Mancusi con l’auspicio che ciò determini una riflessione politica. L’UDC sembra proprio alle corde.