Angri. Mauri mette nell’angolo il “dissenso”

Liquefazione. La cricca dei cinque dissenzienti, stando alle ultime pubbliche dichiarazioni di parte della frangia, molto consenziente vero l’amministrazione, sembra essersi dissolta. Il tanto paventato documento di rottura con l’attuale maggioranza sembra essere stato solo uno strumento di veicolazione mass mediale, un appiglio per una improbabile visibilità che, risultati alla mano, sembra risultare vuota di proposte contenutistiche per la risoluzione dei problemi della cittadina. In questa fase il primo cittadino “respira” allentato dal pressing, che si è rivelato solo un’effimera azione di disturbo e nient’altro.

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Restano delineate le posizioni, almeno fino ad oggi. L’opposizione può ancora fermamente contare sull’assessore provinciale Antonio Squillante, che sta ricomponendo anche le fila dei “quadri” interno al PDL locale. Incognita, invece sul PD che sembra pervaso da profonde lacerazioni interne, insanabili, con varie correnti. Sarebbe stata intavolata anche una trattativa tra alcuni esponenti del partito di Bersani e l’attuale primo cittadino che cerca di consolidare la sua maggioranza pervasa da continui venti scissionisti. Il “problema” ci sarebbe, lo hanno affermato anche i vertici del partito cittadino. Pare che l’astuto Mauri abbia messo in fibrillazione Ferraioli e Recussi. Azione da manuale per il primo cittadino, che cerca, in ogni modo di sminuire il “peso contrattuale” dei dissenzienti e magari relegarli all’opposizione.