Angri. Il “direttore”, il “professore” e il sindaco “sensibile”

C’è una velata malinconia anche nel presepe che da quest’anno avrà un cantore in meno. Dopo l’assenza di Giovanni Guastatore, un vero cultore della materia natalizia e dei presepi, un altro cronista dei vicoli di cartapesta e dei pastori in terracotta ha lasciato questa esistenza terrena, carica di simbologie. Il professore Gennardino Alfano. Nella tarda estate, quando il clima si è addolcito Gennardino in modo solitario se ne andato da questa terra, lasciando un altro vuoto incolmabile e ancora altre storie da raccontare. Amavo ascoltare le leggende egli aneddoti di Giovanni e Gennardino.

Il periodo natalizio era foriero di racconti, a loro modo raccontavano un natale scomparso sotto il peso del consumismo e del tempo scandito da eventi e sagre cittadine pronte a soppiantare anche la “Cantata dei pastori”. Visitare un presepio con il “direttore” Guastatore era un momento solenne, la sua infinita fantasia sapeva animare, e rendere opera unica, anche il più brutto dei presepi. Ebbi impressione che il natale del “direttore” fosse dilatato, cronologicamente, lungo tutto l’arco dell’anno, che quasi fosse parte integrante di quel fantastico mondo che i napoletani dell’ottocento seppero materializzare traslare nei vicoli di san Gregorio Armeno.

Il “professore” Alfano invece amava prendere appunti sparsi su fogli improvvisati, era un cronista dell’essenziale, sapeva dare anima, con la sua penna bic blu, anche alla più banale delle notizie, rendere un evento atteso anche la creazione del presepe, realizzato con pochi elementi poveri, del suo vicino di casa. L’enfasi letteraria e la coniugazione della retorica rendevano magico questo momento. Io esploratore di questi micro cosmi fatti di luci, pastori, muschi e novene gracchianti mi entusiasmavo sulla scorta dell’interesse che il “direttore” e il “professore” avevano verso questo mondo immaginato da grandi e piccini. Oggi, purtroppo, quel mondo sfugge, resta solo un immaginato presepio nel mio cervello, un battito di cuore incessante che in questo periodo resta ancorato a due figure scomparse, che hanno tanto contribuito all’arricchimento socio antropologico di questa comunità, un po’ persa di identità.

Mi appello al mio “amico” sindaco Pasquale Mauri. Provo a fare leva sul suo sentimento e alla sua molto latente sensibilità, che è indescrvibilmente unica. A Lui propongo di organizzare un momento fisso nel calendario degli eventi angresi da dedicare a queste due nobili figure culturali di eccezionale pregnanza. Alla loro morte è mancata la presenza delle istituzioni. Ora per renderli immortali nella comunità c’è bisogno di soffiare sul fuoco della memoria. Sindaco mi troverai pronto al contributo. Anche da qui la città potrebbe riprendere il suo cammino verso il recupero della sua vera identità. Spero di esserci. Aspetto un tuo cenno.
Luciano Verdoliva
(per la memoria di Giovanni Guastatore e Gennardino Alfano)