Esondazioni. Aumentano le patologie tumorali

Allarme per le esondazioni del Sarno e dei suoi inquinatissimi affluenti. Secondo il ricercatore del CNR Rocco de Prisco, con le esondazioni: aumentano i tumori. Esiste una connessione diretta tra le esondazioni del fiume Sarno e dei suoi affluenti e l’aumento di alcune patologie tumorali nell’Agro. Un allarme ponderato anche dal divieto di coltivazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli su tutti i terreni che hanno subito le esondazioni del Solofrana e una denuncia alla Procura della Repubblica per i danni di inquinamento da metalli pesanti. Per primi a Castel San Giorgio una consulta studia scientificamente i danni da Arsenico, Berillio, Cadmio, e altri velenosi componenti che hanno invaso i terreni circostanti il corso del fiume.

Già l’ex sindaco di Nocera Inferiore Antonio Romano, denunciò le esondazioni che finirono sul tavolo dei procuratori nocerini, (che addirittura portò ad un processo che vede coinvolto l’ex assessore regionale all’Ambiente. Nei tratti interessati dalle esondazioni del Solofrana è stato rilevato che le patologie tumorali negli ultimi dieci anni sono aumentate in maniera esponenziale e al lavoro della consulta sono interessati oltre che gli altri sindaci dell’Agro anche il procuratore capo della Repubblica Gianfranco Izzo che ha voluto avocare direttamente a se le competenze sull’intera vicenda.

La scorsa estate dalle analisi dell’Arpac, eseguite dopo qualche settimana dalle esondazioni del 31 luglio, risultarono concentrazioni superiori alla media di berillio, rame, stagno, cromo, arsenico, piombo, cobalto e zinco. Gli stessi elementi che rintracciati anche nei tratti esondati della Solofrana e Cavaiola tra Nocera Superiore, Nocera Inferiore, San Valentino Torio e San Marzano sul Sarno. Una vera bomba ecologica che, se fondata scientificamente, risicherebbe di mettere in crisi l’intera agricoltura dell’Agro nocerino.