La grandezza delle piccole cose…

Sono molto lieto del  solerte interessamento del primo cittadino di Angri circa la necessità di rendere il giusto omaggio alla memoria di due figure culturali di grande spessore, recentemente scomparse: il “direttore” Giovanni Guastatore e il “professore” Gennardino Alfano. Avevo visto bene, la grande sensibilità dimostrata dal sindaco è tutta contenuta nella sua breve, ma intensa mail che mi ha inviato in modo istituzionale in privato, alla quale ho garbatamente risposto illustrando il più possibile il Mio personalissimo punto di vista sulla questione, ed in genere. Un grande meccanismo sentimentale si è messo in moto, ci spero.

Rendo pubblico un nobile sentimento che va oltre ogni logica dialettica contrapposizione, che radica le idee e i proposti, faccio partecipe, la comunità telematica, della mail del primo cittadino lasciando il giudizioso processo a chi legge ‹‹ …Accolgo volentieri la tua proposta di dedicare un momento della vita pubblica della nostra città al ricordo del direttore Guastatore e del professore Alfano. La sensibilità che mi riconosci, che è molto simile alla tua, mi porta per natura a tenere sempre le porte aperte alle istanze che provengono dal territorio e dalla società civile angrese. Io come te amo questa terra, e m'impegno quotidianamente per renderla più accogliente e vivace. Colgo l'occasione per invitarti a un incontro presso la casa comunale, convinto che la rinascita di questa città abbia bisogno del contributo di tutti.››

Il mio contributo non è mai mancato. Dopotutto lo faccio per la mia città che ha bisogno di grandezze e non sotterfugi pregni di minuzie. Siamo esattamente antitesi: io e il primo cittadino, ma in questo frangente commemorativo, di grande emozionalità, abbiamo miracolosamente trovato il dono della sintesi. L’intendimento. Ricordare due persone così insigni per la Nostra comunità, che deve necessariamente andare oltre certe matrici concettuali e culturali che, spesso, la relegano nel tardo secolo decimo nono, fa vanto a noi tutti. Ritrovare il senso delle cose perdute, dei progetti è necessario, improcrastinabile. Balsamo e irroro, con un pensiero vitale del compianto professore Guastatore, i pensieri poco cheti del mio sempiterno amico Pasquale, che ho smarrito mesi addietro: ‹‹La vita è questo: il coraggio di progettare e la forza di credere al progetto indipendentemente dall'averlo portato a termine››. Il suo epitaffio, il suo testamento, poche grandi parole, che lasciano davanti alla porta ogni possibile preclusione.

La mia vuole essere una franca speranza che in questo tortuoso quinquennio, a scorrere, anche il primo cittadino possa avere come riferimento nobili progetti ma soprattutto uomini che non si spendano per la loro personale causa e la loro cupidigia. Forse queste parole tracimano di retorica, ma possono rappresentare, senza eufemismi, un modesto manifesto per un nuovo slancio che parta necessariamente dalla cultura della politica e della fiducia. Loro amarono questo concepire. A modo loro ebbero a contribuire, con vivacità intellettuale, allo slancio culturale del paese: teatro il rinnovato castello Doria, scenario della fioritura culturale cittadina. Il professore Alfano ci faceva divertire nelle caldi estati degli scorsi anni novanta con poche centinaia di migliaia di lire, organizzando cineforum e serate di grande spessore culturale. Il direttore lo sapeva fare a modo suo adunando nell’atrio del castello, con il buon “Fonzo” Alfio Lombardi, il coro dei piccoli della sua amata scuola, si cantava e si citavano, con ingenua leggerezza, le festività. E’ bastato così poco per renderli immortali. Basta ancora meno per rendere il corso della storia ben differente da come si potrebbe delineare. Grazie sindaco per avere alimentato la speranza della memoria. La grandezza sta anche in questo.
Luciano Verdoliva