Angri. Traffico illecito di rifiuti, dirigenti liberi

Si sgonfia l’inchiesta del Noe sul traffico illecito dei rifiuti che ha coinvolto una nota azienda angrese. Dei nove fermati ben sette sono tornati in libertà dopo avare chiarito la loro posizione negli interrogatori in garanzia, così nella tarda serata di ieri tutti hanno potuto fare ritorno alle loro abitazioni. Solo due dei nove finiti nelle maglie della giustizia restano agli arresti domiciliari. Ora la stessa azienda, coinvolta nel giro illecito dei rifiuti, confida in un archiviazione dei fatti risalenti agli anni alle campane di trasformazione del pomodoro tra 2008 e 2009, negli stabilimenti di Angri, Sarno e Fisciano e illecitamente smaltiti, secondo i magistrati.

A rendere tutto verosimilmente legale l’illecito era il laboratorio di analisi chimiche di Salerno, che avrebbe prodotto certificazioni attraverso la modifica della classificazione dei rifiuti, una certificazione necessaria per evitare la lievitazione dei costi di conferimento presso gli impianti di compostaggio. Fanghi, prodotti dalla lavorazione dei pomodori, che venivano smaltiti illecitamente in una cava dismessa in Puglia, a Cerignola,.