Angri. Ancora incertezze sulla Stazione Sperimentale

Una situazione che si fa drammatica giorno dopo giorno. C’è ansia per il futuro occupazionale alla stazione sperimentale di Angri. I sindacati salernitani è da gennaio che chiedono un incontro alla Camera di Commercio di Parma per discutere della Stazione sperimentale agroalimentare di Angri, una richiesta rimasta lettera morta. Situazione inversa in Emilia dove lo scorso 5 febbraio, gli stessi sindacati, chiedono l’incontro e la Camera di Commercio lo fissa per il 17 febbraio, un’incontro che doveva avere come oggetto della discussione il futuro della stazione sperimentale di Angri. Ma la Camera di Commercio, con una nota ai sindacati, ha rinviato sine die la discussione.

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La vertenza continua, così, a trascinarsi da circa un anno. Nebuloso resta il futuro della struttura di ricerche al servizio delle industrie agroalimentari dell’Agro nocerino e che, nei disegni, dovrebbe essere accorpata alla sua gemella di Parma divenuta nel frattempo un'azienda speciale della Camera di Commercio di Parma. Un trasferimento che dovrebbe avvenire per effetto del cosiddetto «decreto enti inutili» con cui si prevedono misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria ed economica del Paese. Il decreto legislativo voluto da Tremonti, il 78/2010 prima e, successivamente, la legge 122/2010, prevedono la soppressione delle stazioni alimentari, presenti solamente ad Angri e Parma. Angri con i suoi 24 dipendenti ad alta specializzazione, è la filiale della sede dell’Emilia Romagna, oramai prima regione di rilevanza per il comparto agroalimentare italiano. Le stazioni alimentari, (Ssica) sono istituti di ricerca applicata che hanno lo scopo di promuovere il progresso tecnico e scientifico, per la sicurezza e la qualità dell’industria conserviera italiana per i settori frutta, ortaggi, carni e pesce.