Angri. La grande polemica sull’Eco Servizi

Vincoli di sangue. Anche questa componente aggiuntiva di non poco conto fa parte della vis sulla questione Angri Eco Servizi e la relativa alla Commissione di "indagine contabile e finanziaria", sugli esercizi compresi nel quinquennio 2006-2010. Una vicenda intricata con un botta e risposta tra il presidente dimissionario Cosimo Ferraioli (foto  a sinistra) e il consigliere “portavoce” di Mauri, il nipote consigliere Alfonso Scoppa (foto sotto) . Proprio Scoppa intervenuto sulle dimissioni di Ferraioli affermava che erano state date per sfuggire a precise responsabilità: ‹‹ Ritengo che le dimissioni di Cosimo Ferraioli scaturiscano dalla poca voglia del consigliere di opposizione di assumersi le proprie responsabilità – dichiara Scoppa -. Una misera scusa – continua il portavoce della maggioranza – , non degna di chi si pone come rappresentante politico della nostra città. Farebbe meglio Ferraioli a prendere esempio da chi invece prosegue senza condizionamenti né tentennamenti nei progetti, anche quelli più delicati, per il bene di Angri. Le dimissioni di Ferraioli sono da leggere come un fallimento, sia politico che amministrativo, che l'esponente del PD sta ora cercando di addossare alla maggioranza consiliare. Alla faccia della chiarezza e della trasparenza››

 Ma gli fa eco l’interessato, il capogruppo consiliare del PD, Cosimo Ferraioli che con puntualità tecnica rimanda le accuse al mittente: ‹‹ Prendo atto con sorpresa dell’immediato intervento sulle mie dimissioni da componente e presidente della Commissione d’indagine su Angri Eco Servizi, da parte del consigliere Scoppa, visto che la mia lettera era indirizzata ad altri (Sindaco e Presidente del C.C.); si vede che i vincoli di sangue e di appartenenza politica lo hanno talmente preso che lo inducono a considerarsi il vero padrone, più del sindaco zio, della commissione. Ritengo di non meritare l’accusa di irresponsabilità e meschinità politica, anzi l’accettazione e la permanenza in commissione rappresentano la prova evidente di un atteggiamento responsabile, coerente e serio, come credo di aver dimostrato ogni qualvolta è stato possibile e come mi è stato riconosciuto pubblicamente, in alcune occasioni anche dalla maggioranza››.

Infine Ferraioli evidenzia alcuni interessanti particolari: ‹‹ Le commissioni d’indagine sono incaricate di effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti e comportamenti tenuti dai componenti dagli organi elettivi, dai responsabili degli uffici e dei servizi, dai rappresentanti del Comune in altri organismi e non dalle aziende del Comune; palesemente contraddittoria delle disposizioni del citato articolo 23, perché non è stato contestualmente designato il Presidente tra i commissari nominati dalla minoranza; palesemente contraddittoria in quanto prevedeva una verifica contabile finanziaria e amministrativa, quindi tecnica e non politica, cioè limitata solo all’oggetto e non alla definizione dell’ambito come previsto sempre dall’art. 23; palesemente contraddittoria in quanto nominava segretario uno dei soggetti dell’indagine (tanto è vero che la commissione ha dovuto perdere più di una seduta e dichiarare l’incompatibilità del segretario, in attesa del sostituto che non è mai arrivato); con queste premesse un consigliere irresponsabile e non degno di essere “rappresentante politico della nostra città” si sarebbe immediatamente dimesso››.

E ancora Ferraioli: ‹‹Il consigliere Scoppa, nonostante avessi più volte espresso queste perplessità in commissione, ha tentato di imporre la sua restrittiva ed erronea interpretazione degli obiettivi della commissione (tra l’altro gli stessi già raggiunti con la relazione richiesta dal Commissario Straordinario ai Revisori dei conti dell’Azienda e che non si cita mai…) fino al punto da inviare ai componenti della commissione una nota con la quale si arrogava il diritto di stabilire che cosa la commissione dovesse fare o non fare››.
Luciano Verdoliva