Angri. Avanteatro. Che “Speranzella” alle Officine!

Una voce che incanta, commuove, emoziona. Accompagnata dalle note melodiose di un quintetto eccezionale, che culla le parole ovattandole. Grande successo di critica e di pubblico, ieri sera, per lo spettacolo di Mimmo Angrisano ad AvanTeatro, primo appuntamento per i tanti innamorati della canzone classica napoletana della sezione "TrasmetteNapoli", creata dal direttore artistico Gianluigi Esposito per dare voce a quella tradizione napoletana troppo spesso ignorata. Uno spettacolo diviso in due tronconi: il primo, un tributo ad uno dei massimi cantori del genere, Sergio Bruni; il secondo, la presentazione di brani dell’ultimo lavoro discografico del maestro Angrisano, “Speranzella”, arrangiato dal maestro Antonio Saturno.

Un “Pentagramma Napoletano”, quello messo in scena dall’allievo prediletto di Bruni, che ripercorre il solco della tradizione, note immortali da “Carmela” a “Guapparia”, scandagliando mille problematiche di ieri e di oggi, dai tormenti amorosi ad una Napoli tanto bella quanto flagellata, per non dimenticare il fenomeno dell’emigrazione di massa verso gli Stati Uniti d’America che trasformò Napoli in tanti nostri antenati in una “cartolina”, contando mesi, giorni ed ore nell’ascoltare i motivi di canzoni tanto care. Sulla schiena dei tanti accorsi in sala ieri sera, si accavallano brividi mentre applausi e standing ovation a ripetizione confermano il grande affetto di Angri per Mimmo. Il suo nuovo lavoro discografico , "Speranzella" vuole essere un omaggio al suo grande maestro Bruni.

Con una grazia e una musicalità che esaltano la professionalità dell’ensemble che lo accompagna, oltre alle parole immortali che Bruni ha scolpito nella memoria e nell’immaginario collettivo, tanto da essere apprezzato e riconosciuto da personalità di caratura mondiale del calibro di Aznavour, Sinatra, De Simone, Muti e tanti altri. Tra i picchi di una serata da incorniciare, “Carmela” ed “Amaro è o bene”, pietre miliari della cultura musicale campana. Ancora una volta, le ex officine Giulio Raiola hanno ospitato un artista che sa toccare le corde come pochi, impreziosito dai musicisti che nobilitano ancora di più il suo percorso.

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