Angri. Amianto in centro. Pareri discordanti

Già lo scorso 2 marzo, il presidente dell’associazione Noi Angri, Anna Atorino presentò al protocollo generale del comune di Angri, l’istanza di sollecito sulle problematiche connesse all’inquinamento prodotto dall’amianto. Con quell’istanza l’associazione richiese l’immediato intervento di autorità, diretto a porre rimedio alla situazione di grave pericolosità ambientale causata dalla presenza, sul territorio angrese, di notevoli quantità di amianto, che in molti casi si trova in grave stato di degrado e di frantumazione. Tra i siti a più elevata pericolosità fu segnalato anche il centralissimo Cinema Minerva la quale tettoia è completamente rivestita di vecchio amianto ed è incastonata pericolosamente tra i popolosi palazzi costruiti alla fine degli anni sessanta. Una zona ad alta densità abitativa esposta a particolari rischi, derivanti dall’esposizione alla fibra di amianto capace di provocare malattie letali per l’individuo (asbestosi, mesotelioma, carcinoma polmonare, tumore alla laringe).

Già nell’occasione l’associazione Noi Angri chiese al sindaco Mauri di dare seguito ai provvedimenti già adottati in passato dall’amministrazione comunale e di vigilare sull’ottemperanza degli stessi ed, eventualmente, di procedere d’ufficio all’esecuzione delle azioni necessarie su tutto il territorio cittadino per la rimozione del materiale nocivo. Nell’occasione, l’associazione chiese anche di attivare le procedure per la rilevazione dei siti in cui è presente amianto, sulla scia di quanto fu fatto nel periodo di reggenza del Commissario Prefettizio (cfr. Relazione sulla Gestione Commissariale – Pagina 25) e di quanto già stanno facendo altri comuni virtuosi, come i comuni di S. Marzano sul Sarno e di Positano.

Da Palazzo di città risponde il consigliere di maggioranza Alfonso Scoppa :‹‹In relazione al tetto del Cinema Minerva, l’amministrazione comunale, verificherà che la parte proprietaria dell’ immobile adempia periodicamente, con cadenza annuale, alla ricognizione della situazione delle lastre ondulate in cemento-amianto. Così come già riportato nella relazione dell’Assessore all’ambiente, dott. Gianfranco D’Antonio, ritengo doveroso ribadire alla cittadinanza quanto segue: Per fugare ogni dubbio sulla non pericolosità attuale e di medio lungo periodo dei pannelli, ricordo che in data 30/01/2011, i proprietari dell’edificio, da persone per bene e corrette, hanno inviato all’ARPAC di Salerno, con raccomandata n°05211075347-4, relazione tecnica di indagine finalizzata alla verifica periodica delle condizioni delle coperture in cemento-amianto dei locali, in relazione alla salvaguardia della popolazione ed alla normativa specifica sull’amianto. Dalla relazione si evince che “non c’è potenziale rischio d’esposizione a fibre di amianto sia per chi frequenta il sito sia per le parti circostanti, considerato lo stato di conservazione delle lastre”. “I danni riscontrati, consistenti in piccole crepe ed alcuni angoli smussati, non sono tali da far prevedere rilasci preoccupanti di fibre, il che, peraltro, trova riscontro nella loro assenza nell’aria esterna e nel sedimento di grondaia”. In conclusione non ci sono rischi immediati, né ipotizzabili a breve-medio termine, così come confermato anche dall’ARPAC. L’eventuale riparazione di pannellature in cemento-amianto che dovessero subire danni parziali, non richiede un piano di bonifica, giacché configurabile come manutenzione ordinaria. Comunque per l’intera area è stato presentato nel 2010 progetto di riqualificazione urbanistica››.
Luciano Verdoliva