Agro Nocerino Sarnese. Rifiuti. Ecco perchè l’emergenza

L’Agro Nocerino e il vesuviano fanno i conti con la nuova ondata di emergenza rifiuti. Le strade delle cittadine del territorio sono invase, oramai, da nauseabondi cumuli di rifiuti che non riescono ad essere smaltiti nonostante la raccolta differenziata stia mettendo radicalmente piede ovunque. In provincia di Salerno la raccolta dei rifiuti è passata in maniera definitiva dalla gestione dei comuni e delle partecipate alla Provincia, ovvero alla Società EcoAmbiente Salerno Spa, azienda che si occuperà della gestione integrata del ciclo dei rifiuti nel territorio della Provincia di Salerno.

La Società EcoAmbiente Spa, con capitale sociale di 150 mila euro, ha come socio unico la Provincia di Salerno. Una società, quindi, interamente pubblica con un Consiglio di Amministrazione presieduto dal dottor Roberto Celano. Vicepresidente e consigliere è il dottor Mario Capo, mentre l’Amministratore delegato è il dottor Gianluca De Santis.

La nuova società sta già avviando procedure amministrative operative per subentrare nella gestione dell’impianto di tritovagliatura S.T.I.R. di Battipaglia la cui conduzione tecnica è stata affidata temporaneamente al Dirigente del Settore Ambiente della Provincia, ing. Giuseppe D’Acunzi. I 68 dipendenti dello S.T.I.R. saranno assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminati fin dal 1° di gennaio in modo da non compromettere la continuità di funzionamento dell’impianto”. E’ proprio lo S.T.I.R. di Battipaglia che ha creato nuovi disagi ai paesi dell’Agro Nocerino Sarnese, il centro di raccolta è nel caos. Nonostante i dati soddisfacenti forniti dai comuni del territorio provinciale che registrano percentuali elevatissime di raccolta differenziata, l’ex Cdr della Piana del Sele continua a registrare rallentamenti e disagi nel trattamento e smaltimento della frazione secca, una criticità che sarebbe stata data anche dalla trasformazione dal Cdr in S.T.I.R.

Ma detta dei responsabili della società provinciale EcoAmbiente i rallentamenti sarebbero dati anche dall’enorme quantità di spazzatura da trattare, ereditata dal commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti, che ancora oggi impegna i lavoratori dello Stir. La spazzatura, prodotta dal territorio provinciale, viene ancora trasferita al termovalorizzatore di Trieste, con costi altissimi per la collettività. L’inceneritore di Acerra al momento accoglie solo i rifiuti di Napoli . Mentre la frazione secca che deriva dai trattamenti dello S.T.I.R. battipagleise, deve percorrere oltre mille chilometri, con costi elevatissimi.

Un ulteriore penalizzazione per l’attività dello S.T.I.R. di Battipaglia sarebbe data dall’assenza di una discarica aperta sul territorio provinciale. Dopo la chiusura di Macchia Soprana ed suo blocco per i problemi legati alle condizioni di insicurezza in cui versa il sito, i nuovi riferimenti terminali finali per lo smaltimento dei rifiuti sono diventati le discariche di Avellino e Benevento, ma anche in questi due casi, i conferimenti avvengono a rilento e senza una cadenza specifica.