Salerrno. Scuola. Tagli in provincia, precari a rischio

Inizia la lunga estate di lotta dei precari e dei docenti della scuola salernitana. Con l’ulteriore dimensionamento di molti istituti nella provincia salernitana quest’anno 388 insegnanti di ruolo risultano essere in soprannumero per la conseguente riduzione delle cattedre per il prossimo anno scolastico 2011/2012. Sono infatti 52 scuole destinate a scomparire nel salernitano (37 di scuola media, 15 di scuola superiore al di sotto della soglia dei 500 iscritti). Le zone interessate dagli accorpamenti degli istituti risultano in particolare quelle dell'alto Cilento, Vallo di Diano e in parte proprio l'area dell’agro nocerino. Con l'ondata di soppressioni si alza l'allarme per 15 presidi salernitani che finiranno in sovrannumero, oltre a 40 vicepresidi e collaboratori di dirigenza, a causa della cancellazione della autonomia scolastica delle scuole di riferimento.

A farne le spese saranno soprattutto i docenti e i precari della scuola elementare e la superiore che pagano il prezzo più pesante della scure dei tagli piovuta sul comparto dell'istruzione salernitano. Un quadro drammatico che compromette notevolmente il destino di centinaia di insegnanti precari salernitani che, con l'ondata di esuberi in organico di ruolo, vedono ridotte al minimo le residue speranze di poter contare su una supplenza annuale. I docenti soprannumerari, con la perdita della cattedra di riferimento, saranno collocati in altra sede dall'ufficio scolastico provinciale. Sono oltre 600 i tagli alle cattedre. Meglio la scuola dell’infanzia e la media con meno unità in esubero. Si mobilitano i docenti precari salernitani.

Cobas e Comitati insegnanti – Ata precari annunciano l'avvio dell'agitazione che accompagnerà l'avvio del prossimo anno scolastico. In prima linea anche Flc Cgil, Cisl Scuola, Gilda, Snals e Uil Scuola. «Chiediamo di venire a conoscenza del quadro dei tagli di quest'anno – dichiara Alessandro D'Auria, rappresentante Cobas Scuola Salerno – perché con la rilevazione di un così alto numero di docenti in sovrannumero saranno proprio i precari a pagare gli effetti più dolorosi della crisi».