
Non si risparmiano i colpi per la prima vera crisi dell’amministrazione Mauri, dopo appena un anno di governo locale. Le poche scarne righe del documento presentato dai quattro “dissenzienti” della maggioranza hanno sollevato un vero polverone che sicuramente avrà ripercussioni anche sul nuovo fragile eco sistema politico locale, già, presumibilmente nel prossimo consiglio comunale, quando qualcuno potrebbe cambiare radicalmente la sua posizione tra gli scranni. A rispondere piccato al primo cittadino Mauri è uno dei quattro firmatari del documento, Alfonso Conte che disconosce Mauri come punto di riferimento della locale sezione UDC contestandone la sua discutibile leadership politica: ‹‹Il senso della mia adesione all'UDC – dichiara Conte – è stato ed è quello di credere negli uomini come individui degni di questo nome. Io, Alfonso Conte, ho seguito l'uomo, Luigi Nocera, nel quale riscontro i miei stessi ideali gli stessi valori in cui credo e antepongo al nome di qualsiasi partito; valori che purtroppo non riscontro nell'attuale Sindaco di Angri. Pur avendolo votato in passato e nelle ultime elezioni amministrative, solo partecipando alle varie riunioni di maggioranza e di partito, ho preso coscienza direttamente,come il sindaco Pasquale Mauri sia un “autocrate” e non un democratico, come ama far credere. Le decisioni, tutte, le prende da solo senza accettare nessun confronto quindi la sensazione sgradevole, provata e riprovata è stata quella di essere un burattino nelle mani di un astuto burattinaio che muove i fili a suo piacimento››.
Ma ad accompagnare, sull’uscio della porta dell‘UDC, Conte e gli altri tre “dissenzienti” ci pensa addirittura Luigi Nocera della segreteria provinciale di Salerno, chiamato in causa proprio da Conte: ‹‹Il partito che rappresento è orgoglioso dell'operato della Giunta Mauri e dei suoi giovani consiglieri comunali, e lo ritiene un esempio chiaro di buon governo a livello locale, un modello da esportare anche altrove. Coloro i quali non si rispecchiano in questa linea si pongono automaticamente al di fuori del nostro partito. Ciò vale per il consigliere Conte ma anche per gli altri che hanno deciso di costituirsi in un gruppo autonomo all'interno dell'assise cittadina di Angri ››.
Il sindaco Mauri, chiamato in causa da Alfonso Conte aggiunge: ‹‹Preferisco glissare su queste nuove e incomprensibili sterili polemiche estive, che lasciano il tempo che trovano anche nelle modalità con le quali sono state artatamente innescate. Credo che un dibattito politico e dialettico debba avvenire nelle opportune sedi e non calcolando miseramente le “distanze estive” che in questo periodo dividono gli attori coinvolti in questa inspiegabile diatriba. Parleranno i fatti – aggiunge Pasquale Mauri – la macchina amministrativa si è messa in moto e, seppure con enormi difficoltà, sta ottenendo i suoi primi lusinghieri risultati visibili a tutti, dal riconcepimento democratico delle “politiche sociali cittadine” all’housing sociale, tutti interventi che rientrano in un più complesso programma di gestione della cosa pubblica cittadina. Sembra macchinoso e illogico, in questo frangente, muovere questo tipo obiezioni mancando di veri contenuti propositivi, se non quelli di attaccare l’uomo più che il politico deciso a non cedere alle vecchie e oramai logore logiche da manuale “Cencelli”››.
Luciano Verdoliva – Riproduzione consentita citando la fonte






















