Angri. Formata la consulta dei servizi sociali

Lo aveva promesso durante la sua lunga campagna elettorale e oggi, mantenendo fede a quagli indirizzi, sollecitato anche dall’impulso dell’assessore ai servizi sociali, Annamaria Russo, il sindaco Pasquale Mauri ha fatto avviare, attraverso una serie di delibere di indirizzo, la consulta comunale dei servizi sociali della famiglia. Un lungo iter deliberativo approdato per la prima volta in consiglio comunale lo scorso 28 marzo quando fu approvata la delibera numero 11, ovvero il regolamento della consulta comunale dei servizi sociali e della famiglia e successivamente, lo scorso 28 luglio, quando con la delibera di consiglio comunale, la numero 37, venne approvato il regolamento comunale delle associazioni. L’ultimo passaggio è stato quello in giunta, dove è stata approvata la delibera numero 317 del 29.11.2011 redatta dall’Unità Operativa Complessa Promozione Socio Culturale, con la quale si stabilisce la composizione della consulta dei servizi sociali e della famiglia, formata, nel caso specifico, da sette cittadini angresi. Toccherà a Jean Franck Parlati, Enrico Apuzzo, Giovanni di Lauro, Salvatore Rega, Felcia d’Ambrosio, Umberto Cioffi e Rosita Chessa, supportare nelle attività l’assessorato ai servizi sociali, ma anche l’amministrazione comunale nelle specifiche scelte di indirizzo.

La consulta si configura come un organismo partecipativo e di consultazione per cittadini, le associazioni, i comitati,i gruppi e le altre realtà aggregative, con lo scopo precipuo di presentare proposte, richieste e verifiche all'amministrazione comunale sui servizi sociali, ovvero di esprimere pareri consultivi su tutte le attività a carattere sociale programmate e gestite dal comune, dall’Asl competente o altri enti. La consulta si prefigge anche di analizzare i bisogni sociali del territorio ed elaborare delle proposte da presentare agli organismi istituzionali; di presentare all'assessore richieste, petizioni e suggerimenti per il buon funzionamento del sistema “servizi sociali”; favorire i collegamenti fra le attività sociosanitarie svolte da diversi enti e organizzazioni, ma anche di promuovere la convocazione di assemblee pubbliche, di promuovere iniziative popolari e referendum, rivolgere interrogazioni scritte alla Giunta comunale o al Consiglio.
Luciano Verdoliva