Angri. Ferraioli e le ombre sulla refezione scolastica

Si cerca di fare chiarezza sull’appalto della refezione scolastica nelle scuole primarie cittadine. Le modalità dell’appalto sono finite ben presto nel mirino dell’opposizione che invoca a gran voce anche il possibile intervento della magistratura per fare luce dell’assegnazione. A porre l’accento sulla discutibilità dei criteri di assegnazione è il capogruppo del Pd, Cosimo Ferraioli, che avanza senza remore una inquietante serie di interrogativi all’indirizzo del primo cittadino. «Tra gli atti che mi sono stati dati ufficialmente dal Comune c’è una gravissima discordanza di documenti, – afferma Ferraioli – in particolare c’è una determina che riporta all’interno due disciplinari di gara diversi: uno riporta 40 e 60, e un’altra riporta 30 e 70, in termini di ribasso e di qualità». Ferraioli pone l’accento sui cambiamenti: «Chi l’ha fatta questa modifica? Quando è stata fatta? Perché? Parlo sulla base di documenti, e mi aspetto risposte dettagliate e precise».

Ferraioli rivolge l’attenzione all’ormai famosa determina d’indizione della gara. «Come fa un atto pubblico – spiega – ad avere lo stesso numero di protocollo e due contenuti differenti? E poi perché un responsabile approva gli atti di gara e un altro la aggiudica? Spero che il sindaco non mi risponda accusandomi di gettare fango o di fare illazioni perché non è così, e poi sollevo le mie obiezioni sulla base di atti e non di opinioni». Altro aspetto che Ferraioli evidenzia che: «Sul verbale di aggiudicazione della gara non c’è scritto quasi niente: non c’è l’importo complessivo dell’appalto, né la graduatoria, e nemmeno, di conseguenza, chi ha fatto il secondo, il terzo, o il quarto».

Secondo Cosimo Ferraioli sarebbero state commesse irregolarità gravissime: «Non è sufficiente, a mio avviso, richiamare gli altri verbali, bisogna fare la graduatoria, con i rispettivi punteggi». Da palazzo di città c’è riserbo da parte del sindaco, che non ha fornito risposte sul punto, paventando il timore che si sarebbe potuta creare una turbativa d’asta, durante lo svolgimento di una gara. Lo stesso ha evidenziato, durante l’ultima assise cittadina, e messo in risalto anche dai media, che la responsabilità gestionale è dei responsabili dei procedimenti, che si assumono la responsabilità patrimoniale, penale e amministrativa. «C’è stata una legge, infatti, – dice il primo cittadino – che ha separato le funzioni della politica rispetto a quelle dei dipendenti comunali».
Luciano Verdoliva