Pagani. Scioglimento possibile, due sono le ipotesi

Scocca l’ora delle resa dei conti. Oggi ha concluso il suo lavoro la commissione di accesso agli atti al comune. Un lavoro iniziato lo scorso mese di luglio, subito dopo che scattarono le manette nell’ambito dell’inchiesta "Linea d’ombra". Un lavoro certosino e faticoso tra i rivoli di Palazzo San Carlo che non ha scoraggiato gli inquirenti inviati dalla Prefettura. A coordinare l’opera investigativa il vice questore Rosa La Ragione, coadiuvata in commissione dal vicequestore aggiunto della Polizia di stato Francesco Mainardi, dal maggiore della Guardia di Finanza Salvatore Perrotta, dal capitano dei Carabinieri Pasquale Gallo e dal dottore Nicola Auricchio in rappresentanza della Prefettura.

Ora tutto il materiale raccolto sarà inviato al neo prefetto Ezio Monaco, il quale entro dieci giorni successivi invierà il materiale al Ministero degli Interni. Poche settimane per sapere se ci sarà lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, che comporterebbe un lungo commissariamento della città per almeno un anno e mezzo e con ben tre commissari che ricopriranno il ruolo di sindaco, giunta e consiglio comunale. Un’ipotesi concerta dopo il ritorno in carcere di Gambino e degli altri indagati nell’inchiesta estiva. Si fa strada anche l’ipotesi di dissesto finanziario, che potrebbe essere dichiarato anche prima dello scioglimento del consiglio comunale, un indebitamento che supererebbe l’80 per cento e che attende di essere confermata dal rendiconto della situazione delle casse comunali che il commissario Bruschi aveva promesso per fine mese che, almeno per adesso, è affrancata dal credito di circa 22 milioni di euro che il Consorzio di Bacino SA1 vanta nei confronti dell’ente paganese.