Agro Nocerino. La crisi del lavoro interessa anche il lavoro concettuale

Il reddito medio in Italia è di 1410 euro netti mensili, vale a dire una media di 47 euro giornalieri, che in Campania diventa anche un vero lusso, causa il lavoro in nero è l’instabilità del mercato del lavoro che proprio in questi mesi sta incidendo in maniera preoccupante sull’economia e sui consumi. Scaffali e paniere sempre più caro con i salari fermi al palo e in più si registra la crisi del lavoro che proprio nell’agro si sta facendo sentire in maniera forte e marcata. A contribuire alla stagnazione anche l’aumento dei costi dei servizi ritenuti primari, dalla Tarsu, alle bollette dell’elettricità e del gas, alla benzina, dell’acqua, del trasporto privato, della spesa e della ristorazione. A rischio centinaia di posti di lavoro per il collasso economico.

L’occupazione dell’Agro è afflitta da questa silente minaccia che ha già prodotto nuovi disoccupati e tolto la speranza agli inoccupati e ai giovani che si affacciano, timidamente, sul mercato del lavoro dopo il ciclo degli studi,  e all’orizzonte c’è anche il pericolo concerto che la mannaia dei tagli possa colpire anche un settore che fino a ieri era ritenuto inamovibile, quello delle società partecipate, le società miste pubblico private, che proprio nell’agro e nel salernitano producono un singolare mercato del lavoro, “dipendenti” del know how spesso assunti con discutibili contratti o con contratti di consulenza molto dubbi, che presto potrebbero essere parte di quella drammatica schiera di persone che, quotidianamente, vivono di sussistenza e di incertezze. Mentre l’imprenditoria locale stenta a trovare nuove prospettive economiche chiuse, irrimediabilmente, nella morsa di una crisi che almeno per il momento resta senza soluzione.