Pompei. La proposta di D’Alessio. Un consigliere straniero in consiglio

Una proposta all’insegna dell’’integrazione interetnica arriva da Pompei. L’idea è quella di proporre un rappresentante degli immigrati in consiglio comunale. A proporre l’interessante iniziativa è stato l’inquilino di Palazzo De Fusco, Claudio D’Alessio, durante la presentazione dei corsi di lingua per stranieri che partiranno nei prossimi giorni presso il centro polifunzionale “Gaudium” promossi dall’amministrazione comunale.

La norma, infatti, prevede un rappresentante degli immigrati negli organismi istituzionali locali e nazionali ed esiste dal 1994, ma attualmente sono rari i casi di attuazione da parte delle amministrazioni pubbliche. La possibilità di dare voce agli stranieri nelle istituzioni italiane è contenuta nell’unica parte della Convenzione di Strasburgo ratificata dall’Italia, quella che impegna le Istituzioni nazionali e locali a garantire la possibilità per gli stranieri di avere loro rappresentanti o organi consultivi. In questo caso, un consigliere comunale.

La legge prevede che si chiami “consigliere aggiunto”, e in aula ha solo diritto di parola, e non di voto. Insomma, il rappresentante degli immigrati non sarà decisivo per l’approvazione di norme e regolamenti, ma avrà un ruolo “consultivo”, con il compito specifico di portare in consiglio le istanze e le problematiche degli extracomunitari presenti in città. Sarà il consiglio comunale a deliberare eventualmente la proposta di D’Alessio. In caso positivo gli stranieri residenti in città, potranno scegliere il loro candidato con modalità del tutto simili a quelle delle normali elezioni amministrative.