Sarno. La burocrazia ferma la ricostruzione

La frana del 1998 è passata ma non del tutto trascorsa. La rabbia di chi ha perso un tetto in quella infausta data cresce, 14 anni dopo. Dopo la lava di fango è la burocrazia lenta e farraginosa la nuova insidia per chi aspetta, legittimamente, la consegna degli alloggi popolari, quelli del lotto 11 di via Casasale, destinato alla costruzione degli alloggi in sito, sono stati completati ma non possono, effettivamente essere assegnati, perché la procedura di esproprio non è completa. Senza l’ultimazione di questo iter le 27 famiglie assegnatarie non potranno legittimamente entrarne in possesso.

Accanto a questo farraginoso meccanismo potrebbe associarsi anche l’onere per gli assegnatari di dovere mettere mano alla tasca per pagare gli oneri di urbanizzazione, causa del contendere tra l’amministrazione comunale e l’Arcadis, l’agenzia regionale, subentrata al commissariato per l’emergenza alluvionale, incaricata della realizzazione degli alloggi. Arcadis impegnata anche in altri tipi di contenziosi soprattutto con le ditte incaricate dei lavori in via Sant’Eramo. Gli alluvionati, inoltre, chiedono a gran voce all’ente comunale l’utilizzo dei circa 250mila euro pervenuti in città dalle beneficenze, in quel 1998, da vari enti e ora irreperibili nella contabilità generale, sollecitandone un utilizzo per i mutui per chi deve ricostruire e no può averli a disposizione per una questione meramente burocratica.