Processo Gambino 10+. Parla il comandante Rossi

Decima udienza del processo Gambino +10. La seduta processuale si apre con l’audizione di Gabriele Panico al banco dei testimoni, per rispondere alle domande degli avvocati Cola e Spatafora. Si ritorna sulla questione dei lavori al Pegaso. Panico dice: "Mio figlio mi disse che Gambino aveva preteso che i lavori fossero affidati a Marrazzo" poi lo stesso aggiunge: “Andai da solo all'incontro con Gambino. Il sindaco scese da un'auto blu insieme ad altri. Al bar insieme al sindaco c'erano anche i fratelli Petrosino D'Auria. All'inizio – dice Panico – non mi ero accorto che erano presenti anche i Petrosino D'Auria. Conoscevo di vista i Petrosino D'Auria perché li ho visti in molti incontri politici. Michele Petrosino D'Auria lo vidi al Palazzurro. Il fratello Antonio al seggio dove voto”.

Dopo il teste Panico, l'imputato Quaratino rende spontanee dichiarazioni controbattendo alle dichiarazioni di Panico: "Non ero presente all'incontro riferito dal teste". Dopo Panico senior, veine chiamato a deporre Luca Panico che parla dei furti subiti dalla famiglia al Pegaso e dei danneggiamenti alla barca, subiti lo scorso luglio, a Salerno. Il Pm Volpe chiede l’ascolto di alcune registrazioni in aula in presenza Amerigo Panico con apposita udienza. Proprio Amerigo è duro nei confronti dell’ex primo cittadino: "Fui aggredito verbalmente da Gambino perché Piazza Italia non aveva assunto i suoi nomi" e chiama in causa Santilli: "In quell'occasione Santilli si preoccupò di calmare il sindaco e non difese me". Poi è Scontro tra il PM Volpe e avvocato Diddi sulla genuinità delle registrazioni effettuate da Panico. Su questo il Tribunale va in camera di consiglio per decidere sulle registrazioni di Panico. Il Tribunale dispone perizia su genuinità registrazioni. Panico si riserva nominare i suoi periti. Il PM Volpe chiede l'acquisizione di 9 documenti.

Momento topico per la decima udienza è la testimonianza dell’ex comandante della Polizia Locale Dino Rossi. "Su disposizione del sindaco mi fu richiesto dall’assessore Cascone di fare controlli al Pegaso – dice Rossi che aggiunge – I controlli sono avvenuti nel periodo pasquale del 2011”. E ancora "I controlli non mi erano mai stati motivati" ma il pm Montemurro contesta l'affermazione di Rossi. “Panico mi riferì delle pretese di assunzioni di Gambino e pensai che i controlli fossero punitivi. Dopo i controlli – dice ancora Rossi – ebbi la sensazione che il sindaco fosse insoddisfatto delle mancate violazioni". Poi si sofferma sulla vicenda parcheggi del Pegaso: "I rapporti tra l'amministrazione e i Petrosino D'Auria si sono stretti con la gestione dei parcheggi. La società che gestiva i parcheggi era di fatto gestita da Michele Petrosino D'Auria" anche se secondo Rossi “I fratelli Petrosino D'Auria non figuravano all'interno della società che gestiva i parcheggi” ma “La moglie di Michele Petrosino D'Auria figurava all'interno della società che gestiva i parcheggi” e “I rapporti con l'amministrazione per i parcheggi erano curati da Michele Petrosino D'Auria”

Poi Rossi aggiunge: "Se la Multiservice avesse avuto in gestione i parcheggi Pegaso, questi sarebbero finiti ai Petrosino". Poi il contro esame al teste da parte dei difensori degli imputati. Mentre Montemurro trasmette atti al tribunale per reati eventualmente commessi da Rossi durante la vicenda giudiziaria.