Angri. Il PD si ricompatta e resta saldo all’opposizione

Nella riunione di direttivo dove ha partecipato anche il segretario provinciale Nicola Landolfi, il PD di Angri ha dato grande prova di compattezza. E’ stata, infatti, approvata all’unanimità la relazione del segretario cittadino Antonietta Giordano, integrata dall’intervento del segretario Landolfi, che ha fatto chiarezza in merito alle scelte e alle volontà politiche del Partito e soprattutto in merito ad alcune controverse vicende che avevano creato una frattura tra il partito ed il gruppo consiliare. Il voto favorevole del capogruppo consiliare, testimoniando un apprezzabile passo indietro rispetto ad una precedente posizione di arroccamento e il riconoscimento delle passate incongruenze, riapre una positiva e rapida fase di verifica della possibilità di ripristinare un solido rapporto di fiducia tra il gruppo consiliare ed il partito.

Ha preso parte al Direttivo anche una delegazione di Giovani Democratici che ha illustrato le gravi irregolarità commesse dalla commissione di garanzia regionale dei GD che ha stravolto l’esito del congresso cittadino, ignorando a più riprese la volontà della maggioranza degli iscritti. I giovani hanno comunicato i motivi della scelta di convocare un’assemblea straordinaria per eleggere gli organi direttivi che siano condivisi da un ampia maggioranza e rappresentativi di tutti gli iscritti. Il PD in virtù del principio di trasparenza, rispetto delle regole e legalità, si è espresso unanimemente anche su questo punto, appoggiando questa scelta dei giovani democratici. Il capogruppo, chiarendo che era stato finora coinvolto in questa vicenda contro la sua volontà, ha invitato i giovani a rendersi del tutto autonomi, a non tirare per la giacchetta i consiglieri comunali e, ove se ne ravvisasse l’opportunità, a denunciare all’autorità giudiziaria le illegittimità commesse.

Il Documento. Il Partito Democratico di Angri è all’opposizione, non solo per mandato elettorale ma per una precisa volontà politica. Non ci interessa porci come forza aggiuntiva su un asse di governo con l'attuale amministrazione. Ci interessa, piuttosto, avviare un confronto sulle priorità del territorio per verificare, se dai rispettivi ruoli oggi di opposizione e di governo, è possibile, su questioni per noi cruciali, trovare risposte utili per Angri. In primo luogo, dobbiamo batterci perché nel bilancio comunale in dirittura d’arrivo non ci sia un aumento della spesa primaria e una diminuzione della spesa sociale. Abbiamo con forza affermato, nella riuscita iniziativa pubblica relativa alla questione SOGET , la nostra idea di equità ed equilibrio in materia di politica tributaria e dobbiamo essere vigili sulla destinazione delle risorse e far sentire il nostro peso nelle scelte, perché nessuno dei nostri concittadini si senta dimenticato. Bisogna evitare che le proposte del Partito Democratico cadano nel vuoto, come accade ogni volta che gli strascichi di polemiche superano i contenuti della proposta, basta vedere quanto accaduto in tema di scelte energetiche, in cui abbiamo perso la preziosa occasione di vedere realizzata la proposta illustrata in un’iniziativa pubblica dal nostro capogruppo. Paradossalmente poi ripresa dall’amministrazione con la delibera di Giunta Comunale n. 87 del 27.3.2012, che avvia il processo di riconversione degli impianti esistenti e l’utilizzo delle fonti energetiche alternative, sugli edifici pubblici comunali.

Dobbiamo, con altrettanta urgenza, riproporre un tema da sempre a noi caro: lo sviluppo culturale di Angri, a partire dalla preziosissima presenza di Castello Doria che non può certo essere un contenitore di eventi gastronomici. Abbiamo un progetto che restituisce dignità e valore al nostro patrimonio artistico nell’intero comprensorio e questo non può non diventare una nostra vera e propria priorità programmatica. Non dimentichiamo di sottolineare che il PDL che è al governo regionale e provinciale ha permesso sul nostro territorio lo scippo di strutture, ospedali, finanziamenti e perfino servizi elementari come il trasporto pubblico. La qualità e la quantità dell’opposizione al peggiore centrodestra populista non è un tema né ozioso né pleonastico. Ingaggiare subito una battaglia politica per la difesa del trasporto pubblico in provincia di Salerno è un tema essenziale. Angri è uno dei comuni maggiormente penalizzati dai tagli al trasporto su gomma, essendo fuori dai circuiti limitrofi interessati dal trasporto su ferro. Chiediamo come prima cosa un passo indietro del Presidente Santocchio che ha portato la società del trasporto pubblico alla messa in liquidazione, compromettendo centinaia di posti di lavoro. Devono seguire iniziative sui temi della sanità, della scuola e dei servizi sociali. Dal momento che chi rappresenta la nostra comunità in Provincia e in Regione non ne tutela in nessun modo gli interessi, basti pensare che pur avendo avuto un nostro concittadino con in capo l’importantissima delega al Bilancio e alla Programmazione finanziaria nella Giunta provinciale, l’attuale capogruppo del PDL in consiglio comunale Antonio Squillante, Angri risulta pesantemente penalizzata dal trasferimento di risorse e dalla progettazione infrastrutturale.

I nostri elettori devono avere chiaro ciò che stiamo facendo oggi, ma anche ciò che faremo domani. Le armate “brancaleone” all’insegna del trasversalismo e del trasformismo non ci interessano. Il passato, anche recente, ci insegna che è necessario mettere insieme una compagine politica in grado di affrontare la sfida del governo e non semplicemente la sfida elettorale. Abbiamo il dovere di trasmettere saldezza, sicurezza, convinzione e coerenza. Per questo motivo dobbiamo certamente lavorare su noi stessi e sulle nostre risorse come partito: ogni Democratico deve con serietà e responsabilità mettere il suo impegno al servizio della causa comune. Convochiamo prima dell’estate la platea degli iscritti per raccogliere nuove disponibilità all’impegno concreto e fattivo nel gruppo dirigente e per incarichi tematici. Noi siamo l’unica forza politica in Italia che si chiama PARTITO, se qualcuno crede che il processo di ricostruzione democratica del nostro Paese non passi da qui, ma dal protagonismo di singole istanze della società, vuol dire che ha sbagliato casa o che non ha riflettuto a fondo sulla nostra storia.

Nei due anni che abbiamo alle spalle si è aperto un solco di diffidenza e di incomprensione tra il gruppo dirigente e i consiglieri comunali. In particolare, una scarsa collegialità all’interno dello stesso gruppo e tra il gruppo ed il partito ha fatto diventare spesso oggetto di doglianza i comportamenti del consigliere Ferraioli da parte in primo luogo dell’altro componente del gruppo, il consigliere Recussi, facendo ravvisare una evidente difficoltà a interpretare correttamente e in maniera coesa e convinta le istanze del partito. Nel ribadire che in un partito di ispirazione democratica tutti sono importanti e che il segretario e il presidente rappresentano l’unità del gruppo dirigente e dell’assemblea degli iscritti, fino a prova contraria, ricordiamo che smentire o rettificare le loro posizioni politiche (dopo averle sottoposte alla discussione nel direttivo o in segreteria) equivale ad autoescludersi dal partito, dal momento che nessuno è al di sopra di esso. Auspichiamo che i consiglieri comunali del Partito Democratico, vogliano continuare a rappresentare il PD condividendo la discussione e le decisioni del direttivo di stasera riconoscendo le incongruenze del passato, in modo da ripristinare un solido rapporto di fiducia con il partito. In caso contrario si è fuori dal partito e non lo si rappresenta più nemmeno in Consiglio Comunale.