Angri. Assistenza Domiciliare in crisi, si pensa ai vaucher

Servizi sociali nell’incertezza. A caratterizzare l’attività sotto ordinaria del settore l’erogazione dell’ADI, l’assistenza domiciliare integrata. Potrebbero essere infatti gli ultimi giorni di servizio per gli aventi diritto all’assistenza domiciliare ad Angri. Tensione e mancanza di prospettiva viene manifestata dai familiari circa l’assistenza erogata dai comuni mediante il Piano di Zona S1, che proprio nelle ultime settimane ha cambiato il suo management storico. Da non confondere l’assistenza domiciliare con quella sanitaria erogata dall’Asl, che spesso induce al errore anche qualche esperto politico addetto ai lavori. I recenti dati forniti dalla ricerca Spi – Cgil confermano le gravi lacune i materia.

Infatti in Campania usufruisce dell’ADI solo 2,1% degli aventi diritto. A contribuire all’abbassamento della percentuale anche le carenze dei comuni. Ad Angri, ad esempio, non è stato possibile prorogare ulteriormente l’assistenza domiciliare perché dallo scorso 31 dicembre scorso sono stati bloccati i contributi che la Regione prevedeva di stanziare ai comuni, attraverso il Piano di Zona S1, per i portatori di gravi patologie fisiche e psichiche. Secondo il l’allora responsabile di Piano di Zona: Porfidio Monda, ad incidere sulla mancanza del servizio, sopratutto i mancati pagamenti pregressi alle varie cooperative sociali. A febbraio erano state liquidate tra il 50% e il 30% delle spettanze alla varie cooperative, ed entro marzo la Regione avrebbe dovuto riprendere le liquidazioni. Un problema, quello delle liquidazioni, che rischia di bloccare in maniera determinante tutte le attività di assistenza sociale nei comuni del Piano, legato anche strettamente alla mancanza di liquidità dei comuni. Mancanze che stanno influendo, in maniera irreparabile, anche sull’azione del Piano di Zona.

Le cooperative sociali non riescono più a mantenere la loro quota di responsabilità pubblica, anticipando i costi del lavoro. “Coop” che non riescono più a sostenere ulteriormente ritardi nei pagamenti arrivati a quasi quattro anni, continuando, però, a garantire le retribuzioni agli operatori impiegati nel servizio. Ma i parenti degli aventi diritto sembrano volere prescindere da qualunque ragionamento, tanto che lo scorso mese di febbraio è stato prodotto un esposto alla Procura contro la sospensione del servizio. Proprio nei giorni scorsi, a seguito di un incontro con l’unità operativa complessa dei servizi sociali, l’assessore ai servizi sociali Annamaria Russo (foto) ha manifestato, in maniera alquanto pragmatica, la volontà politica di volere sostenere, nonostante la scure dei tagli regionali, gli undici casi effettivamente gravi, presenti ad Angri, attraverso l’erogazione di vaucher da consegnare alle cooperative che svolgono servizi di assistenza domiciliare. Manca, però, una precisa disciplina di programmazione e regolamentazione, con disappunto e preoccupazione dei partenti dei beneficiari, del servizio, che temono l’incertezza attuale. Cresce il malcontento da parte di chi, dopo i tagli regionali, non usufruisce più del servizio.
Luciano Verdoliva