Angri. Fine della cultura. E la biblioteca?

Non sono ancora chiare le modalità di recupero dell’ex Biblioteca comunale di Via Incoronati, chiusa oramai da oltre tre anni a causa della mancanza dei requisiti di sicurezza. L’edificio fino alla metà degli anni duemila è stato praticamente il centro catalizzante della cultura cittadina. La struttura, raccolta su due piani, poteva contare addirittura su una avveniristica “mediateca” coordinata da due consulenti esperti, allestita grazie all’impegno dell’allora assessore alle politiche scolastiche Aldo Fiumara, che per primo ebbe l’intuizione della nuova frontiera culturale che si andava evolvendo. Il progetto era il “Biblionet”. Accanto a volumi di pregio, anche una vastissima raccolta di testi sapientemente catalogati anche dai dipendenti addetti e dai volontari.

L’edificio ospitava anche l’Unità Operativa Complessa del “terzo settore” guidato da Angela Marciano, che diede grande slancio alla biblioteca comunale organizzando anche happening, dibattiti e campagne di sensibilizzazione. Oggi quella struttura è off limits, così come le centinaia di tomi e volumi a rischio usura. Lo scorso agosto il Dipartimento della Pubblica Sicurezza presso il Ministero dell'Interno accettò la richiesta di finanziamento, avanzata dall'Amministrazione Comunale, per il restauro della ex biblioteca. Il progetto per il completo recupero, prevedrebbe la riqualificazione e messa in sicurezza dell'immobile della Biblioteca comunale per destinarlo, una volta completati i lavori, però, a centro di aggregazione giovanile per la cultura e la legalità nell'Agro nocerino sarnese. L'iniziativa, denominata “Mens sana in corpore sano”, rientra infatti nel Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo. Obiettivo Convergenza” 2007/2013, in attuazione dell'Obiettivo Operativo 2.8 “Diffondere la cultura della legalità”.

Il Comune di Angri è l'unico ente della provincia di Salerno ammesso a finanziamento e dovrebbe ricevere, per la realizzazione di questo progetto, un milione e mezzo di euro. Ma ancora oggi restano nebulose le modalità di attuazione del progetto, unica opera contemplata, tra l’altro, nel piano triennale delle opere pubbliche cittadine. Muovono dubbi anche le associazioni attive sul territorio, come Angri Attiva, che pone seri interrogativi sul recupero al suo stato primario della struttura, avanzando timori sul progressivo depauperamento della “cultura della lettura” .

“Purtroppo , ancora una volta dobbiamo constatare che l’amministrazione comunale di Angri è assente nel promuovere e sviluppare tali iniziative. In particolare è sotto agli occhi di tutti i cittadini che la nostra biblioteca comunale è chiusa ed abbandonata da diversi anni. Un patrimonio inestimabile di libri, riviste e pubblicazioni a cui i cittadini di Angri non è permesso accedere – si legge nella nota dell’associazione -. Dobbiamo evidenziare , purtroppo , la scarsa sensibilità da parte dell’assessorato alle politiche sociali e della pubblica istruzione (oramai scomparso ) del Comune di Angri nell’operare per la riapertura e il funzionamento della nuova biblioteca comunale, prevista nel locali del sottotetto del castello Doria, e quindi probabilmente non accessibile ai diversamente abili. Vorremmo richiamare all’attenzione sia dell’amministrazione comunale che di tutti i cittadini, l’importanza di una biblioteca pubblica, e la sua missione come enunciato dal Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche, del 1995, che sicuramente i nostri amministratori conoscono e che applicano quotidianamente”.
Luciano Verdoliva