Angri. La sfida del sindaco al Consorzio di Bacino Sa1

Passa indenne la crisi dei rifiuti, ma il comune di Angri non scampa ai conti del Il Consorzio di Bacino Salerno 1, che ha comunicato i dati circa i debiti che i diversi comuni vantano nei confronti dell’ente che si occupa della raccolta dei rifiuti in diversi centri dell’agro. Seppure l’ente di Piazza Crocifisso è legato, parzialmente, al Consorzio solo per lo smaltimento di alcune tipologie di rifiuti, dovrà comunque provvedere al versamento, nelle esangui casse del Consorzio, di 638mila 844,54 euro. L’indebitamento, aggiornato allo scorso 23 maggio, è ripartito per le quote consortili non ancora versate per l’anno corrente è sono pari a 92mila 782,00 euro cui si aggiunge la voce per il debito corrente pari a 546mila 062,54 di euro. Tuttavia grazie alle forzature che in questo frangente l’ente angrese ha fatto nei confronti del Consorzio hanno evitato che la città potesse piombare in una situazione di estrema emergenza, così come sta, da settimane, accadendo nei paesi immediatamente limitrofi, essendo l’azienda speciale Angri Eco Servizi, ancora incaricata della raccolta e smaltimento dei rifiuti differenziati.

Nemmeno l’introduzione del piano di “provincializzazione” del servizio di “gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani” attraverso società provinciali e il conseguente “piano d’ambito” che tiene conto delle specifiche competenze locali al fine del superamento della frammentazione della gestione della realizzazione di un sistema che si sarebbe dovuto basare su principi d’efficienza, ha fatto cedere il primo cittadino che, appena insediatosi, già nel il primo incontro con gli operai del cantiere della “speciale” promise, tenacemente, che non avrebbe mai permesso di provincializzare il personale dell’Azienda speciale del Comune Angri Eco Servizi dedito alla raccolta differenziata, incitando per altro al miglioramento del servizio della raccolta differenziata sul territorio. Lo statuto attuale della gestione ammnistrativa dei rifiuti nella Provincia di Salerno prevedeva, infatti, che in applicazione della legge regionale 10/93, il territorio provinciale fosse diviso in quattro bacini d’utenza ai quali fanno capo i quattro Consorzi di Bacino e una società partecipata da tutti i consorzi per la gestione dei siti di trasferenza.

Angri ricade, obbligatoriamente per legge, nel Bacino del Consorzio Salerno 1, in deficit totale, infatti nel computo generale l’ente con sede a Cava de' Tirreni vanta crediti per oltre 33 milioni di euro dai vari comuni, mancati introiti che lo stanno portando verso il crack e la sospensione del servizio raccolta nei vari paesi. Ad Angri proprio le forzature del sindaco sembrano, però, avere dato ragione alla politica protezionistica della raccolta e smaltimento “in house” che oggi sta producendo quei risultati oggi visibili agli occhi di tutti: una città pulita e sgombera dai cumuli.
Luciano Verdoliva