Angri. Da lavoro e gli vogliono abbattere l’azienda

I paradossi della burocrazia coniugati alla scarsa presenza, ma soprattutto alla poco conoscenza delle istanze del territorio cittadino e di chi lo vive, e ci lavora, da parte dei sindaci e delle loro amministrazioni comunali possono produrre situazioni assurde, come quella capitata al imprenditore angrese Antonio La Mura. La sua è una vita fatta di sacrifici e di passione per il suo lavoro che ben presto potrebbero essere vanificati da un codicillo e da errate interpretazioni di normative. Infatti l’attuale struttura che ospita l’attività della ditta “Ortofrutticola La Trasparenza srl”, in via Orto Loreto tra Angri e Sant’Egidio del Monte Albino, e conosciuta in tutta Italia, per i suoi prodotti ortofrutticoli freschi, ora rischia di dovere chiudere battenti per “abbattimento”.

L’assurda ordinanza di abbattimento è arrivata come un fulmine a ciel sereno per i quaranta addetti, tra operai e trasportatori, una sessantina di contadini e degli operai stagionali che supportano l’attività di magazzinaggio. Esemplare, se non addirittura singolare per questo territorio, l’esperienza di Antonio La Mura, che da buon imprenditore da l’esempio ai suoi operai rimboccandosi le maniche per aiutarli nella fase selettiva e della cernita dei prodotti ortofrutticoli freschi da inviare, successivamente, in tutte le grandi catene di supermercati del nord dell’Italia. “Io sono partito dal nulla nei primi anni 2000, piano piano mi sono realizzato – dice fiero Antonio La Mura – mettendo su quest’azienda che si occupa di prodotti dell’orto locali, e nel 2003 grazie al condono, ho potuto adeguarmi alle leggi dello stato, del comune e della regione”.

La Mura spiega di avere sempre rigidamente seguito le indicazioni di legge per accedere al sospirato condono che gli avrebbero aperto nuovi orizzonti lavorativi: “Mi sono recato al Comune di Angri per le pratiche del condono, ed ho pagato più di 200mila euro per mettere tutto a norma ed ora – dice amareggiato – dopo quasi dieci anni dal condono mi vogliono abbattere il capannone”. Un vero smacco, una beffa per chi ha avuto le capacità di farsi da solo, senza appoggi finanziari e politici come ha tenuto a precisare.

Oggi a mettere in difficoltà la Mura è una cincia e contradditoria burocrazia. L’abbattimento sarebbe stato motivato dal fatto che il capannone non poteva essere condonabile. La Mura mette in evidenza che per il condono ha dovuto fare un grande sforzo economico, così come richiesto facendo appello all’amministrazione comunale, ma in modo particolare al sindaco di Angri Pasquale Mauri, a cui chiede un intervento nelle opportune sedi istituzionali.

“Ora la mia attività è in piene regola, – precisa La Mura- ho pagato per il condono, do lavoro a molte persone, ho tutte le autorizzazioni, rispetto le norme igieniche sanitarie, ho sempre pagato le tasse, ho sempre pagato stipendio e contributi agli operai, chiedo alle autorità di stare al mio fianco e a quello dei lavoratori, se non posso stare qui almeno aiutateci per la dislocazione. Io ho in mano una licenza che mi ha lasciato il comune per lavorare, la mia attività è cresciuta perché l’ente me lo ha concesso, ora, a un certo punto, io e i miei operai rischiamo, improvvisamente, di trovarci in mezzo a una strada.”
Luciano Verdoliva

Agro24Spot