Angri. L’ultimo saluto ad Alessandro

Il testamento di Alessandro è rinchiuso nelle parole di una canzone di Ligabue. Parole a calce di una sua foto postata lo scorso agosto sulla sua bacheca di Facebook, pungenti che oggi prendono una connotazione forte. L’essenza della vita di Alessandro forse è rinchiusa tutta qui, in questo brano misto lacrime e al dolore delle migliaia di persone che hanno voluto essere vicino ai genitori e al giovane calciatore e scout Alessandro De Vivo, il 13enne tragicamente scomparso domenica.

Un funerale lungo consumatosi tra la disperazione e le lacrime dei suoi nuovi compagni di classe del Liceo Scientifico ad Angri e quelli di Scuola calcio che hanno voluto rilasciare in chiesa le loro testimonianze di affetto. Rievocazione di una vita breve che passa per le sue grandi passioni. Gianni Ferrara eterno presidente dell’ US Angri 1927, ha tributato l’ultimo saluto alla giovane promessa facendo indossare ai “suoi” ragazzi la maglia numero 4 di Alessandro, ritirata e dedicata a lui.

Poi il parroco Don Domenico D’Ambrosio ha benedetto il feretro accompagnato verso l’ultimo viaggio accompagnato dai suoi scout e dagli scroscianti applausi appena il corteo ha raggiunto, al primo imbrunire, Piazza Doria, eterno microcosmo giovanile dove Alessandro trascorreva come tanti suoi coetanei le sonnacchiose giornate di una provincia che tanto spesso viene ancora svegliata da drammi simili. Il tempo di Alessandro è scandito da Ligabue: “A volte serve un motivo, un motivo, Certi giorni ci chiediamo è tutto qui? E la risposta è sempre sì Non è tempo per noi che non ci svegliamo mai, Abbiam sogni però troppo grandi e belli sai, Belli o brutti abbiam facce che però non cambian mai”.
Luciano Verdoliva