Nocera Inferiore. Il NOE chiude il laboratorio di oncologia

Mentre si attende la sospirata apertura del centro onco ematologico di Pagani dal vicino presidio ospedaliero di Nocera Inferiore “Umberto I” arriva notizia che il NOE ha sequestrato il laboratorio adibito alla preparazione dei farmaci antiblastici, necessari per le cure chemioterapiche antitumorali. Sigilli che potrebbero creare un vero caos visto che ora sono a rischio centinaia di pazienti a rischio cure. Il NOE agli ordini del capitano Giuseppe Ambrosone durante i controlli hanno denunciato dalla “Sezione Reati ambientali” anche il direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio per le violazioni emerse in ordine ai reati previsti dal Codice dell’Ambiente. Un sequestro preventivo scattato su decreto del gip Giovanna Pacifico, su indagine coordinata dal Procuratore Capo Giancarlo Izzo e condotta dal sostituto procuratore Ernesto Caggiano.

Un’indagine iniziata con gli eventi podalici del 13 settembre, che provocarono problemi di allagamento a buona parte del territorio ed in particolare il Comune di Nocera Inferiore. I vigili del fuoco riuscirono registrarono la fuoriuscita di una nube nera che gettò nel panico proveniente dal plesso ospedaliero. Furono in molti a mettersi al riparo all’esterno dell’ospedale quella sera, molti manifestarono bruciori alla gola e intossicazione, malori che si registrarono tra personale e pazienti di due piani dell’ospedale. Proprio in relazione alle segnalazioni arrivate da più parti, sulla base di presunti principi di intossicazione da inalazione di compositi producenti vapori irritanti e cancerogeni, gli inquirenti hanno proceduto al sequestro preventivo del laboratorio nel quale venivano preparati i farmaci antitumorali per i pazienti oncologici.

L’attività di laboratorio per la preparazione dei farmaci antiblastici, composti da sostanze citotossiche e citostatiche, avrebbero generato vapori irritanti, tossici e cancerogeni, con l’assenza dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera. I militari hanno verificato l’inadeguatezza del sistema di canalizzazione in esterno dell’impianto, con conseguente possibile compromissione del corretto funzionamento della cappa, che a bassa temperatura rispedirebbe i vapori all’interno del plesso ospedaliero.

Nell’ordinanza cautelare, il gip Pacifico ha evidenziato che “il periculum” si concretizza nell’incombente rischio per la salute dei pazienti e dei frequentatori (compreso il personale sanitario e parasanitario) del reparto di oncologia dove è collocato il laboratorio. E ciò considerato che per la composizione stessa dei farmaci antiblastici, nella cui preparazione entrano sostanze citotossiche e citostatiche, i vapori e i fumi generati dall’impianto “sono con assoluta certezza tossici e con elevata probabilità cancerogeni”.