Angri. Giallo tessere nel PD. I consiglieri si chiedono

Un vero giallo la permanenza nel locale PD di Cosimo Ferraioli e Carmelina Recussi, sospesi qualche mese fa dalla segretaria cittadina Antonietta Giordano. Ferraioli attendeva l’arrivo in città dei referenti nazionali del Partito Democratico, Guglielmo Vaccaro e Enrico Letta, che dovevano indicare anche ad ampie linee il meccanismo del primarie e delle loro scelte, ma soprattutto la loro presenza doveva essere un appoggio nella difficile contrapposizione con i vertici locali del partito che sembrano seguire altre direttrici politiche. Un incontro “disdetto” poche ore prima del raduno in un noto bar cittadino, che ora assume connotazioni di giallo.

La motivazione sarebbe ricondotta all’imminente competizione per le primarie, la loro presenza, a quanto appreso avrebbe potuto creare qualche imbarazzo alla base. Ferraioli durante la conferenza ha spiegato di avere effettuato un breve colloquio, circa quindici minuti, con Letta che ha rassicurato la sua imminente presenza in città, già nei prossimi venti giorni per chiarire una situazione “da pazzi”, così come ha avuto modo di definirla lo stesso ex sottosegretario e riportata ai presenti da un Ferraioli pronto a chiarie i passaggi che lo hanno portato ad essere estromesso da PD locale insieme con l’altra consigliere, Lina Recussi.

Ferraioli ha anche evidenziato, a chiusura di tesseramento, che la locale segreteria non ha voluto tesserare lui e la sua collega di scranno, “contravvenendo” a quello che sono le basi di un partito democratico la liberta di partecipazione. “credo che la cosa sia sotto gli occhi di tutti, il Partito Democratico ad Angri è come se fosse ridotto ad una sorta di fantasma , l’impegno dei consiglieri comunali del Partito democratico centro- sinistra in consiglio comunale è sempre stato intenso.

La causa per la quale siamo stati sospesi dal segretario cittadino, senza tuttavia avere avuto un regolare “processo” è la diversa visione di condurre l’opposizione. Noi riteniamo di dovere rispondere al mandato elettorale”, ma il partito sembra non essere d’accordo su questa strategia creando quella frattura che oggi si traduce in uno scontro interno difficile da capire.
Luciano Verdoliva