Sarno. La frana potrebbe portare al dissesto economico

E’ allarme rosso per i comune dell’ente dei sarrastri. Il paventato rischio dissesto per il Comune è diventata quasi una concretezza e il lavoro dei contabili, per ora, non lascia presagire nulla di positivo. L’ente, in solido con la presidenza del consiglio dei ministri e con il ministero degli interni, deve risarcire oltre cinque milioni di euro alle parti civili costituite nel processo penale a carico dell’ex sindaco Gerardo Basile a seguito della frana del 1998. Oltre 160 le parti civili che hanno diritto ad una provvisionale di 30mila euro come anticipo di una quantificazione maggiore del danno morale patito per le 137 vittime della frana, discussa in sede civile.

L’assicurazione non copre questo rischio poichè la polizza venne stipulata successivamente con Lloyd’s solo ad inizio dicembre 1998, cioè dopo la frana, e, anche se copriva rischi per le calamità retroattive fino a due anni, la garanzia non sarebbe scaffata perché nella stipula del contratto non furono dichiarati fatti noti pregressi dai quali sarebbero potuti derivare risarcimenti. Si tutela anche lo Stato che vorrebbe evitare precedenti altrove, visto che l’Italia è paese di calamità.

L’Avvocatura dello Stato abbia impugnato la sentenza solo per gli effetti civili per dimostrare l’estraneità nella gradazione delle colpe e, quindi, dai soggetti legittimati a risarcire, sostenendo che tutto va riferito solo al Comune sia per la provvisionale che per futuri ulteriori ristori. Questo percorso è un atto dovuto perché il “caso Sarno” sarebbe un precedente giuridico importante che obbligherebbe lo Stato a risarcire le morti simili derivanti da calamità.

Le casse del Comune non sono capienti per sostenere spese di tale rilevanza. Per fare fronte a queste criticità l’ente potrebbe dichiarare, secondo una recente norma, il “pre dissesto” teso ad ottenere 200 euro di contributo dallo Stato per ogni cittadino, recuperando circa sei milioni. Una soluzione deleteria dal punto di vista politico, infatti, implica anche sanzioni per gli amministratori attuali legati alla loro candidabilità che sarebbe comunque compromessa in caso di dissesto effettivo.