Si tenta di salvare Villa Chiarugi. Dopo la paventata minaccia di chiusura e di licenziamenti dei 150 dipendenti tra addetti sanitari, amministrativi ed ausiliari. La proposta fatta dai sindacati formulata alla proprietà della casa di cura neuropsichiatrica e quella del ricambio dirigenziale. Occorre tentarle tutte, anche la rottamazione dell’attuale gestione. Intanto proprio i dipendenti si fanno sentire e ieri hanno attivato un presidio di protesta permanente proprio davanti all’ingresso della clinica di via Atzori, dopo le mancate risposte sul pagamento degli stipendi attese per lunedì.
Hanno sventolato le bandiere delle sigle dei sindacati e gli striscioni che informavano la città il rischio di definitiva chiusura della storica casa di cura. La protesta proseguirà anche nei prossimi giorni, finché non arriveranno risposte concrete dalla proprietà. Alla base della mancanza di fondi la mancata corresponsione dei pagamenti da parte dell’Asl. Ed ora i sindacati chiedono la testa degli attuali manager della struttura nosocomiale, ipotesi che potrebbe essere discussa in una riunione richiesta dai sindacati con Cda e Assemblea dei soci. Villa Chiarugi non sta vivendo un buon periodo, dopo essere finita sotto nelle maglie della magistratura. Dopo l’apertura della indagini è stato, infatti, registrato calo di ricoveri e il conseguente esubero occupazionale.






















